Boccuzzi sceglie Bersani

Un’intervista di Fabrizio Dell’Orefice pubblicata su “IL TEMPO.it”

18887 boccuzzi Boccuzzi sceglie BersaniL’operaio della Thyssen, oggi deputato del Pd, si schiera con l’ex ministro: “Voglio un partito popolare”.

Non dica perché è simpatico che come battuta è già vecchia.
«No, non glielo dico. Non è il mio modo di intendere la politica».

Antonio Boccuzzi è rimasto un po’ lo stesso. Solo i capelli, raccolti in una coda, si sono allungati. Per il resto è ancora l’operaio della Thyssen, l’unico sopravvissuto.

E allora, perché Bersani?
«Anzitutto perché spero ancora in una politica che non parli politichese, che parli come la gente normale. Ecco, vorrei un Pd veramente popolare». D’accordo, è un congresso non un corso di dizione… «E infatti le ho detto anzitutto l’aspetto formale. Il Pd non viene compreso, i suoi leader non sono capiti dalla base. Poi ci sono le questioni sostanziali».

E quali sono?
«Due su tutte. Della mozione Bersani mi ha convinto la parte sul lavoro, la lotta alla precarizzazione e il sostegno verso la stabilizzazione. Guardi, quando ero bambino e andavo in giro con mio padre passavano le Fiat 131, le Argenta e lui con orgoglio diceva: “Quella l’ho fatta io”. Ecco, si è perso lo spirito del lavoro, l’attaccamento all’azienda se ogni sei mesi devi cambiare società». Continua a leggere »

Una città senza appeal

screenshot014 Una città senza appealLa Confcommercio ci ha dato qualche giorno fa un dato poco confortante sul numero di turisti in visita nella nostra città: sono nettamente di meno. Sempre in questi giorni si è sviluppato su queste pagine un vivace dibattito sui Caffè Concerto, sulla movida, sulle iniziative a sostegno: il quadro complessivo è semplicemente sconfortante. Altra discussione che ha appassionato gli animi è stata quella sulla Zona a Traffico Limitato – ZTL – nella parte di centro storico più interessata ai Caffè Concerto: sia favorevoli (ed io mi iscrivo a questo partito) che contrari si sono trovati concordi nel sottolineare l’improvvisazione autoritaria con la quale l’Amministrazione l’ha adottata, senza confronto, senza comunicazione. Insomma, la prospettiva giustissima di basare una parte dello sviluppo dell’economia e dell’occupazione di Catania sul turismo e sull’intrattenimento, che pure aveva cominciato a dare segnali incoraggianti, sembra allontanarsi. L’allegria notturna della movida nostrana che, assieme ai talenti poi diventati protagonisti della scena musicale, aveva fatto di Catania la Seattle d’Italia e provocato l’invidia di tante altre città, è solo un lontano ricordo. Continua a leggere »

Ero carcerato…

carcere 27 Ero carcerato...L’articolo 27 della nostra Costituzione prevede che “..Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato..”

All’esito della visita al penitenziario di Piazza Lanza e ringraziando i dipendenti dell’amministrazione penitenziaria che, con enormi sacrifici e grande professionalità, si barcamenano in condizioni impossibili, vi chiedo e mi chiedo, è umana e rieducativa una pena scontata in un luogo nel quale:

- a fronte di una capienza di 217 detenuti, ne vengono reclusi 455 (sino a dieci per cella);

- contro i 435 agenti di polizia penitenziaria previsti dalla pianta organica, prestano servizio solo in 252; Continua a leggere »