Trucco, parrucco e sartoria: Mediaset mette alla porta i suoi lavoratori

Ma chi me lo doveva dire che sarei intervenuto da parlamentare a favore di Mediaset – intesa, naturalmente, come lavoratori – per chiedere al Governo del proprietario di Mediaset di fare qualcosa per la sua azienda, intesa sempre come lavoratori? Non mi fa piacere il primo sciopero nella storia di Mediaset. Mi [...]

La Sicilia boccia il nucleare: passa il “no” del PD

simpsons fish La Sicilia boccia il nucleare: passa il “no” del PDIn Italia si torna a parlare di centrali nucleari come fonte energetica indispensabile. Nell’Italia del referendum che bocciò il nucleare, si torna a parlare di atomo, ma si evita di sprecare parole sulle scorie, sulle vecchie centrali mai bonificate, sulle conseguenze per la salute di ognuno di noi. E si parla anche della Sicilia come possibile sede – a Palma di Montechiaro – di una centrale. Finalmente la Sicilia si oppone e, con fermezza, dice “no” ad una politica energetica pericolosa e inadeguata. Lo ha fatto il Parlamento regionale, che nella nottata di ieri dopo aver dibattuto per otto ore del Lombardo-ter ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, presentato da deputati del Partito Democratico, con cui si impegna il governo di Raffaele Lombardo a contrastare qualsiasi ipotesi di installazione di centrali nucleari nell’Isola. Il provvedimento è stato votato da tutti i parlamentari, di maggioranza e opposizione. E, a sorpresa, dopo alcuni interventi in Aula dei deputati, si è espresso a favore anche Lombardo, che finora aveva sostenuto la linea del referendum popolare sull’eventuale decisione del governo di Roma di costruire un sito in Sicilia.

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Al fianco di Rosario Crocetta. Non ci fermiamo.

Gela, dal carcere duro la condanna a morte per un giudice e l’ex sindaco Crocetta

di Dario Palazzolo

ScreenShot006 Al fianco di Rosario Crocetta. Non ci fermiamo.«Quando si sapeva che c’era quel giudice al processo gli avvocati ci dicevano: rassegnatevi, uscirà una condanna». Un nuovo pentito svela che i boss di Gela – i fratelli Alessandro e Davide Emmanuello – avevano deciso di risolvere i loro problemi una volta e per tutte, uccidendo il giudice delle indagini preliminari di Caltanisetta Giovanbattista Tona. La sentenza di morte era già uscita dal carcere: i padrini l’avevano scritta in un pizzino, che era stato nascosto prima nell’elastico delle mutande, poi in un pacchetto di fazzolettini di carta.

“Dopo il giudice Tona – ha messo in guardia il nuovo collaboratore, Crocifisso Smorta, fino a ottobre uno dei fedelissimi degli Emmanuello – il clan di Gela ha il chiodo fisso dell’ex sindaco Rosario Crocetta Continua a leggere »