L’INCOMPIUTA (2)

via cialdini LINCOMPIUTA (2)Come per un film di Sylvester Stallone, ormai ci basta aggiungere un numero al titolo per sapere di che si sta parlando. Periodicamente ci ritroviamo costretti a denunciare le stesse cose, le stesse inadempienze che – sempre per lo stesso motivo – non trovano una soluzione.

Sono passati sei mesi dall’ultima denuncia del Partito Democratico catanese sull’incompiuta di via Cialdini, la struttura in costruzione dal 2007 che già da più di due anni avrebbe dovuto essere attiva con un Centro polivalente dotato di uffici pubblici, ambulatori, strutture sanitarie e spazi per le associazioni del quartiere San Leone. E invece, a distanza di sei mesi da quella presa di posizione dei Democratici e dalle successive rassicurazioni estive dell’amministrazione Stancanelli, quello che avrebbe dovuto essere il Centro comunale di via Enrico Cialdini, parallela del corso Indipendenza, è ancora oggi uno scheletro che si deteriora giorno dopo giorno.

Lo abbiamo denunciato – ancora una volta – insieme al segretario cittadino Saro Condorelli, al capogruppo in Consiglio Comunale Saro D’Agata e al segretario del Circolo Pd di San Leone, Angelo Mammana, quando pochi giorni prima di Natale abbiamo effettuato un sopralluogo per verificare di persona la situazione.

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Via Crociferi va chiusa al traffico

crociferi 300x217 Via Crociferi va chiusa al trafficoChiudere al traffico tutta via Crociferi, e smetterla di ignorare che una parte della strada riconosciuta come patrimonio dell’Unesco è inspiegabilmente percorribile dalle auto. Anzi, è purtroppo un pessimo esempio del modo in cui sono ridotte moltissime strade del centro storico di Catania: invase da auto e scooter parcheggiati sui marciapiedi, con i posteggiatori abusivi a farla da padroni.
Sollecitato anche da chi in quella zona del centro storico vive, studia e lavora, rilancio la richiesta perché la via patrimonio dell’Umanità sia interamente resa inaccessibile alle auto.
Alla vigilia delle feste per la riconsegna alla città della via, ripulita dai graffiti e dalle scritte grazie alla sensibilità e all’interesse dell’Ance, siamo convinti che il Comune potrebbe fare di più per rendere la via del barocco catanese un’attrazione per i turisti e un luogo di cui andare fieri. Realizzare un’isola pedonale anche nel tratto di via Crociferi compreso tra via di Sangiuliano e via Cerami – per intenderci: dove c’è uno degli accessi alla facoltà di Giurisprudenza – ci sembrerebbe un gesto di buon senso che metterebbe fine ad una consuetudine di cui i catanesi potrebbero tranquillamente fare a meno, a tutto beneficio dei turisti oltre che di una zona che ci invidiano in tutto il mondo, per il prestigio storico ed architettonico dei suoi palazzi.
Non capiamo perché questa amministrazione comunale, che si definisce coraggiosa per aver attuato un piano di chiusura al traffico di alcune strade della città, non abbia dimostrato altrettanto coraggio nel pretendere di preservare uno dei tanti beni di Catania ignorati e lasciati nel degrado.
Che la via Crociferi, tutta, sia poco rispettata dai catanesi e poco tutelata da chi avrebbe il compito di salvaguardare i gioielli della nostra città è un dato di fatto e proprio per questo va rivolto un sentito ringraziamento all’Ance e al suo presidente Andrea Vecchio, per averne ripulito i muri imbrattati delle facciate dei palazzi storici e delle chiese barocche.
Ma al sindaco chiediamo di invertire questa tendenza, perché anche questo è il suo compito: provare a guardare Catania con occhi diversi, facendo di tutto per far riaffiorare dal degrado e dall’incuria la bellezza delle nostre strade e dei nostri monumenti.

Un nuovo Risorgimento

150 Un nuovo RisorgimentoIn un frammento di tempo libero poche sere fa ho visto su Rai2 un po’ del concerto di Andrea Bocelli al Central Park a New York e, guardando il pubblico entusiasta dei brani d’opera e delle canzoni italiane canate dal tenore, mi sono chiesto: ma può questo Paese fallire? Probabilmente l’Italia è il Paese più amato al mondo, come mostravamo i newyorkesi applaudenti sotto la pioggia. Certo, sono state cantate arie e canzoni di diversi paesi ma l’Italia, da Verdi a Puccini a Fellini dominava. E vedere l’entusiamo popolare ai nostri inni – sì è vero, ne abbiamo più d’uno – quali Volare o O’ Sole mio, fa capire che l’Italia significa molto nel mondo. E questa Nazione poteva falire per le insipienze e le colpe di Berlusconi e della destra? E potevamo noi sottrarci all’obbligo di riportare i conti in ordine? Fosse solo per evitare di non poter pagare più, fra qualche mese, stipendi e pensioni. L’avremmo fatto in questo modo? No! C’era un altro modo al momento? No! Facile fare i moralisti quando invece servono i pompieri. Poi discuteremo di morale pubblica. Il mix di misure proposte dal governo mi sembra oggi più accettabile anche se, utile ricordarlo, se vogliamo misure di sinistra, prima bisogna eleggerlo un governo di sinistra. E anche di centro-sinistra. E pure di centro-centro-sinistra. Al momento la maggioranza è della destra. Prepariamoci a un lungo lavoro Può anche darsi che, nell’anno del centocinquantesimo dell’unità d’Italia, ci sia bisogno di pensare a un nuovo Risorgimento. Come scrissero, tanti anni fa, Salvemini o Gramsci. Perchè serve un grande moto nazionale e popolare per rifondare la Nazione e per fare quello Stato che, soprattutto dalle nostre parti, quelle più amate per via degli inni nazionali, è il grande assente. Per questo credo che tocchi al PD il compito di essere non solo la forza del centrosinistra ma il vero e autentico partito della Nazione. Chi la dovrebbe salvare, altrimenti? Dell’Utri?