Sisma '90: finalmente sanata un'ingiustizia

Sono 190.172 le richieste di rimborso presentate all’Agenzia delle Entrate dai contribuenti di Catania, Ragusa e Siracusa, e una stima del Ministero dell’Economia e Finanze di circa 500 milioni di euro di rimborsi.

Si chiude finalmente una vicenda profondamente ingiusta e che ha assunto in questi anni i tratti di un vero e proprio pregiudizio razziale nei confronti della Sicilia e dei siciliani. Questa mattina a Catania ho illustrato le ultime importanti novità, non nascondendo l’entusiasmo per il risultato positivo sulla vicenda, annosa e complessa, dei rimborsi per il sisma ’90. Novità che arrivano dalla recente sentenza della Sezione Tributaria della Corte di Cassazione (depositata il 16 giugno scorso), che riconosce anche ai lavoratori dipendenti delle province di Catania, Ragusa e Siracusa il rimborso delle imposte versate negli anni 1990, 1991 e 1992.

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Una firma per una legge sull’equo compenso per avvocati e professionisti

Raramente vi chiedo la sottoscrizione di appelli, ma questa volta c’è bisogno del sostegno di tutti per portare avanti una proposta urgente, che potrebbe migliorare le condizioni lavorative di tantissimi professionisti, soprattutto i più giovani che si affacciano al mondo del lavoro. Mi riferisco ad avvocati, ingegneri, architetti, medici, dentisti, giornalisti, commercialisti e tutti quei lavoratori autonomi appartenenti alle professioni ordinistiche. Questi lavoratori sempre più spesso sono costretti ad accettare dai committenti “forti” compensi al ribasso, molto al di sotto delle tariffe minime, oltre a clausole vessatorie dequalificanti.

Per porre fine a queste situazioni sempre più diffuse, che hanno prodotto una enorme riduzione dei redditi e inaccettabili forme di prevaricazione, mi sto occupando di predisporre una proposta di legge sull’Equo compenso per avvocati e professionisti. Ma per sollecitare il Governo e il Parlamento e fare pressione affinché la legge venga approvata in tempi rapidi, abbiamo lanciato questa petizione sull’Equo compenso su change.org.

Bastano pochissimi secondi per firmare, vi chiedo di darci una mano e di condividere la petizione con i vostri amici e conoscenti, su Facebook, via mail, parlandone. Solo se saremo in tanti a sottoscriverla avremo più possibilità di riuscire a raggiungere questo importante obiettivo: rimettere al centro il lavoro e la dignità di tutti i lavoratori.

Grazie!

Patrimonio culturale: una legge a tutela dei nostri beni

Una legge che mira a tutelare i nostri beni culturali e paesaggistici, preservando quei patrimoni che costituiscono parte della storia e della cultura del nostro Paese. E’ questo l’obiettivo del disegno di legge che abbiamo approvato poco fa alla Camera e che ho seguito molto da vicino in qualità di relatore.

Sono contento perché dopo vari tentativi andati a vuoto nelle precedenti legislature e con un grande lavoro di ascolto di numerosi soggetti impegnati nelle attività di tutela del patrimonio culturale italiano, siamo riusciti in piena sintonia con il Governo, a far sì che il provvedimento venisse trasformato da una delega al Governo in un vero e proprio articolato, contenente disposizioni di diretta modifica del codice penale. Pur mantenendo sostanzialmente inalterati gli obiettivi della riforma, fortemente voluta dai ministri Andrea Orlando e Dario Franceschini, in Commissione Giustizia abbiamo infatti modificato la natura del provvedimento dopo varie audizioni e indagini conoscitive, ottenendo così l’obiettivo di avere una legge immediatamente operativa. Una legge che era necessaria e che interviene introducendo nuove fattispecie di reato nel codice penale, dal furto alla ricettazione, dal danneggiamento alla devastazione. Si dà seguito dunque a quanto sancito dalla nostra Costituzione, che assegna alla tutela penale del patrimonio culturale un rilievo preminente e differenziato nell’ambito del nostro ordinamento giuridico. Continua a leggere »

La riforma della giustizia penale è legge

Dopo tanta attesa e un lungo iter parlamentare durato oltre tre anni, finalmente ieri sera alla Camera abbiamo approvato la riforma della giustizia penale. Una riforma ambiziosa e complessa, che riuscirà sicuramente a migliorare il sistema giudiziario del nostro Paese e a porre rimedio a numerosi punti deboli del nostro sistema penale. Un grande merito in tal senso va al ministro Andrea Orlando, che ha avuto la capacità di portare a compimento questo obiettivo.

Tante le misure previste dal ddl approvato ieri e gli ambiti della riforma, che si pone obiettivi ambiziosi: rendere più spedito l’iter dei processi penali, applicare il principio costituzionale della funzione educativa della pena, ma anche aumentare le pene per alcuni reati che creano grande allarme sociale, come i furti e le rapine. E poi, intercettazioni, lotta alla corruzione e al voto di scambio politico-mafioso.

Per conoscere più nel dettaglio le misure contenute nel ddl vi suggerisco la lettura di questo dossier realizzato dalla Camera dei Deputati.