Sisma ’90: i tributi potrebbero finire nella legge di stabilità

Ho rilasciato a Giuseppe Bonaccorsi questa intervista pubblicata oggi su “La Sicilia“:

20140810lasicilia«La verità, al di là delle cose dette dal presidente Crocetta è che c’è un odg alla Camera accolto dal governo». Così esordisce il deputato nazionale del Pd, Giuseppe Berretta che qualche giorno fa ha presentato in Parlamento un provvedimento sulle nomine apicali dei manager della Sanità. Berretta aggiunge che la revoca di Cantaro e Pellicanò provocherà un periodo di grande confusione che danneggerà la sanità catanese. «L’odg è un indirizzo che va ad interpretare l’art. 6 dirimendo una disputa dopo che l’ufficio legislativo della Regione e il ministero della Funzione pubblica avevano chiarito che non c’era alcun divieto per i due manager Cantaro e Pellicanò, perché si tratta di due incarichi conferiti in data antecedente all’entrata in vigore del decreto Renzi».

Quindi nella fattispecie il decreto Renzi non può avere effetto retroattivo…
«No. Ora la tesi sostenuta dal governo regionale, su parere dell’Avvocatura distrettuale, è che il conferimento si perfeziona al momento della stipula del contratto, che è un procedimento che non sta né in cielo né in terra. Comunque sia il Parlamento che il governo hanno dato un indirizzo intepretativo di carattere differente».

Il presidente Crocetta ha però detto che per l’odg ci vorrebbe una circolare applicativa.
«In un primo tempo il governatore aveva detto che avrebbe atteso l’invio della circolare. Dopo due giorni, però, ha revocato i manager. Ora la circolare arriverà sicuramente. Una interpretazione in materia il governo la farà, ma non perché intende occuparsi di Cantaro e Pellicanò, ma perché ci sono diverse questioni che necessitano un chiarimento. A questo punto, visti gli ultimi risvolti, temo che si aprirà una fase di incertezza e di contenzioso che durerà per un periodo inaccettabile, tenendo bene a mente che è due anni che la sanità catanese è in grande difficoltà».

Lei che idea si è fatta?
«Penso che ci sia in atto una condizione di mortificazione della sanità catanese e mi domando a chi serva questo scenario. A Catania, che ha rappresentato la punta di eccellenza sanitaria, se il pubblico va indietro si dà vantaggio ad altre province e ai soggetti privati che lavorano su questo territorio. Per questo credo che la grande questione politica non è lo scontro all’interno del Pd, ma l’inefficienza di un governo regionale che non è riuscito ancora oggi a dare una guida stabile alle due aziende catanesi, mortificando un sistema sanitario, anche Catania intera e le sue istituzioni come il Rettore Pignataro che aveva dato il suo assenso sul nome di Cantaro e lo stesso sindaco Bianco che ha preso una posizione molto netta. La verità forse è da ricercare nelle dinamiche politiche. Ho la netta sensazione che sulla vicenda dei due manager catanesi non sia stata fatta alcuna rivoluzione e ci sia stata invece una scelta collegata a meccanismi politici».

Catania mortificata anche dal punto di vista fiscale. Lei è tra i deputati che più si sono battuti per i tributi del sisma 90.
«Su questa questione la giurisprudenza a favore si è ormai consolidata. Il paradosso è che nonostante la legge abbia riconosciuto il diritto dei cittadini colpiti da quel sisma, esiste una forte resistenza da parte dell’Agenzia delle entrate. Con l’on. Zapulla abbiamo avuto un incontro con l’ex direttore, Befera e abbiamo registrato una resistenza incomprensibile. Oggi abbiamo chiesto al nuovo responsabile dell’Agenzia, Rossella Orlandi, un faccia a faccia che si terrà a settembre. Sottoporremo al neo direttore la questione, ma allo stesso tempo abbiamo già parlato con i sottosegretari all’Economia, Legnini e Baretta. Entrambi ci hanno rassicurato che o si troverà una soluzione con l’Agenzia delle entrate, oppure si farà un provvedimento ad hoc a chiarimento della corretta applicazione in materia di Sisma 90 che sarà inserito nella legge di Stabilità con, a questo punto, tempi brevissimi per lo sblocco dei fondi».

Lei da sottosegretario alla Giustizia del precedente governo si era occupato della cittadella giudiziaria di Catania. Oggi quali sono le ultime novità?
«Il 30 luglio si è tenuto al ministero un tavolo tecnico per la cittadella col ministro Orlando. Erano presenti il Procuratore capo Giovanni Salvi, il presidente del Tribunale, Bruno Di Marco, l’assessore del Comune di Catania, Girlando e altre personalità. Il problema rigurda il vincolo di destinazione per attività giudiziaria che c’è sul Palazzo delle Poste. Se prima non si trasferisce questo vincolo all’A. Tomaselli non si può procedere. Per questo, ma la mia è solo una opinione, si potrebbe ipotizzare di ristrutturare palazzo delle Poste per snellire la pratica e avere finalmente una sede giudiziaria idonea».

Perché altrimenti per la nuova cittadella bisogna prevedere tempi lunghi?
«Il Comune dovrà presentare nella prossima riunione, convocata il 30 settembre, una relazione tecnica sui lavori da effettuare e sul valore dell’uno e dell’altro immobile in maniera che il ministero sia messo nelle condizioni di valutare e decidere».

10/08/2014

Leave a Reply