Vertenza Cesame, operai occupano il palazzo ex Esa

Scritto da Giuseppe Berretta alle 11:38 del 15 luglio 2009 •

Gli operai della ex Cesame hanno occupato stamattina la sede di rappresentanza catanese della Regione Siciliana, nell’ex palazzo dell’Esa. Dopo anni di promesse non mantenute da parte delle Istituzioni sono comprensibilmente esasperati.
Decine di padri di famiglia espulsi a 40-50 d’anni dal processo produttivo ed in più presi in giro da una classe politica, il centrodestra siciliano, che non si vergogna di speculare sulla loro pelle.
Il tutto, poi, accade in un momento in cui ancora Catania, insiegabilmente, non ha un Prefetto, cosa che aggrava non di poco la situazione, considerato il ruolo di mediazione attiva che a Catania la Prefettura ha sempre avuto in simili vertenze.
Silvio Berlusconi sta trattando come uno straccio quella città nella quale ha per anni mietuto consensi a mani basse. Spero solo che i catanesi si ricorderanno di tutto ciò alla prima occasione elettorale utile.

l'autore di questo articolo è Giuseppe Berretta. .

10 Commenti a “Vertenza Cesame, operai occupano il palazzo ex Esa”

  1. Luca Campo il 15 luglio, 2009 alle 15:05 ha scritto:

    Incredibile come sono stati presi in giro da tutti. E ci credo che poi perdono la pazienza ed occupano la Regione.

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  2. Laura Diolosà il 16 luglio, 2009 alle 06:16 ha scritto:

    Che indecenza sfruttare questa povera gente. Che mostruosità illuderla e riempirla di promesse che si sa bene che mai saranno mantenute.
    Eppure “lor signori” sono sempre stravotati a Catania, mentre i politici del centrosinistra, ben più seri, vengono mortificati.

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  3. Qualcuno vede una logica in tutto questo?

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  4. Anna il 16 luglio, 2009 alle 09:05 ha scritto:

    Logica? Senso? Ancora credete a simili sciocchezze?

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  5. Arturo il 16 luglio, 2009 alle 09:21 ha scritto:

    Concordo. Nessuna logica. Nessun senso. : (((

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  6. giovanni il 16 luglio, 2009 alle 18:42 ha scritto:

    D’altronde il nostro buon politico di centrodestra perché dovrebbe affannarsi? Tanto i nostri bravi concittadini (ma anche corregionali) sono sempre lì a continuare a votarlo

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  7. Carissimi amici del blog…la situazione qua a catania è veramente strana strana strana…Gli stessi politici che sono stati stravotati a Catania alla fine come al solito non rispettano gli impegni pattuiti con i lavoratori della Cesame e non solo…Quindi questi signori lavoratori sono stati presi in giro per tutto l’arco di questo periodo…e questo è la cosa più schifosa che poteva mai capitare…
    Francesco Lisciandra

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  8. Enzo Maodda il 17 luglio, 2009 alle 17:17 ha scritto:

    No al disfattismo.
    Abbiamo talenti e personalità brave e preparate ma se la gente non ci vota una responsabilità l’avremo anche noi?!
    Prima riusciremo a comprendere e superare i nostri limiti e prima sarà possibile sottarre Catania ed il nostro Paese all’attuale degrado quotidiano.

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  9. Carissimo Giuseppe e carissimi amici del blog, scrivo questo piccolo intervento, per rispondere a quanto detto da Enzo Maodda. Carissimo Enzo, io ti do perfettamente ragione, e concordo con il fatto che alla fine è presente un certo disfattismo per vari motivi. Comunque se non ci votano il motivo è che votano quelli di destra è non noi…Ma il problema è più radicato e non riguarda solo il fatto di chi viene votato o meno, ma riguarda anchi chi voti. Non solo voi avete al capo della città di Catania il partito sbagliato ma anche la persona sbagliata…Quindi l’obiettivo deve essere quello di debellare innanzitutto questo personaggio politico che stanto sta facendo male a Catania città e poi finalmente far salire al Comune di Catania un amministrazione di centro-sinistra…
    Francesco Lisciandra

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  10. “Debellare”, scusate se mi permetto, mi sembra un termine un po’ troppo forte. Magari cerchiamo di “mandarlo a casa”, opzione più gentile e realistica … : )))
    Il problema è che anche in ambito di centrodestra la scelta è caduta su di un politico con skill più adatte ad altri incarichi (tipo il precedente di assessore regionale) che per fare il sindaco di una metropoli di fatto come Catania.
    Quanto alle opzioni per il futuro della città, realisticamente punterei su una sindacatura di coalizione (a guida di destra o di sinistra non importa) che punti alla rinascia vera di Catania. So che è utopico, ma sarebbe bello (nonché un grande segnale di civiltà) un sindaco di un “colore” politico con un vicesindaco di opposta idea. Un tandem bipartizan, insomma, per il futuro di Catania …

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