Salvaguardare i 200 posti di lavoro dei dipendenti Mercatone Uno delle filiali di Catania e Palermo e garantire ai lavoratori coinvolti la fruizione degli ammortizzatori sociali. E’ quello che ho chiesto con un’interrogazione al Ministero dello Sviluppo Economico depositata ieri in Parlamento, a seguito delle preoccupanti notizie che riguardano la nota catena commerciale Mercatone Uno. Già nei giorni scorsi avevo incontrato una delegazione di lavoratori del punto vendita di Misterbianco e adesso, dopo le notizie del commissariamento e l’istituzione di un tavolo istituzionale al Ministero, sono intervenuto con un’iniziativa parlamentare che riguarda in particolare i lavoratori dei punti vendita siciliani.
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Il DL Buona Scuola contiene tutto ciò che la scuola aspetta da troppi anni ma, come spesso accade, purtroppo in rete circolano notizie non veritiere. Per cui ecco qui, sinteticamente, i punti salienti della riforma.
– Un piano straordinario di assunzioni di 107.000 insegnanti e lo svuotamento delle graduatorie a esaurimento
– Un concorso nel 2016 per 60.000 posti (20.000 in più rispetto a quanto previsto nel documento di proposta di settembre), che verrà bandito regolarmente ogni 3 anni
– Nelle scuole il prossimo anno lavoreranno 50.000 insegnanti in più rispetto all’attuale organico (circa 5 insegnanti in più per istituto) e soprattutto le scuole finalmente avranno un organico funzionale stabile
– Gli insegnanti delle graduatorie di istituto lavoreranno nelle classi di concorso esaurite in Gae con contratto annuale e comunque per supplenze che superano i 10 giorni
– Restano gli scatti di anzianità e vengono investiti 200 milioni in più per premiare il merito con un meccanismo analogo alla retribuzione delle attività aggiuntive
– La programmazione del POF e del conseguente fabbisogno di personale scolastico è triennale Continua a leggere »
Le parole del procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera, che assieme alla Procura di Catania indaga sul Cara di Mineo, sono allarmanti e confermano quanto denunciamo da mesi anche con iniziative parlamentari: un sistema di gestione dell’emergenza migranti piegata ad interessi particolari che ha prodotto una vera e propria emergenza sociale, con grave danno per l’intera comunità e per gli immigrati, costretti a vivere in condizioni difficilissime.
Da tempo chiediamo che si ponga fine a questo sistema e che si faccia chiarezza sulle responsabilità della politica nella gestione del Cara: anche il Partito Democratico deve dare risposte concrete alle segnalazioni, agli allarmi, agli scandali, alle inchieste della magistratura e alle denunce pubbliche, come quella del sindaco di Ramacca Franco Zappalà, prendendo le distanze da un sistema per nulla trasparente e da chi lo ha sfruttato.
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Una precisazione doverosa, per prendere le distanze da operazioni che sanno di trasformismo e di “mera sommatoria di ceto politico”. Condivido le parole del segretario del PD di Giarre Dario Li Mura e del capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Tania Spitaleri, che con una nota hanno replicato al sindaco della città ionica. Roberto Bonaccorsi ieri, dalle pagine del quotidiano La Sicilia, aveva detto di essere disponibile a condividere, con chi lo volesse, il percorso amministrativo intrapreso e il programma scelto dagli elettori, chiedendo chiarimenti su una presunta confluenza tra il gruppo Articolo 4 e il Pd giarrese.
Ecco il documento di Li Mura e Spitaleri:
«Noi alternativi a Bonaccorsi, no ai trasformisti e ai democratici part time o à la carte»
Il sindaco, in merito al caos della sua maggioranza, applica una analogia tra l’ingresso dei deputati di Art.4 all’Ars nel gruppo PD e la situazione giarrese e apre al dialogo. Le due situazioni non sono comparativamente rilevabili: i gruppi all’Ars sostenevano la medesima maggioranza, a Giarre no. Non c’è dunque nessuna analogia, nè sussistono ragioni politiche per cui il PD giarrese possa “condividere il percorso amministrativo” – e cioé la palude – della giunta Bonaccorsi ed è curioso che il sindaco anziché occuparsi dei cinque milioni di debiti, che potrebbero ulteriormente pregiudicare il futuro della città e dei giarresi, si occupi invece della contabilità dei gruppi consiliari e apra a operazioni trasformistiche.
Egli non si rende conto che il trasformismo, come spirito di conservazione della vecchia politica, è causa dello stato della città e adesso dello scollamento della sua maggioranza. Il PD giarrese è estraneo a mere somme di ceto politico, non cerca Democratici part time o à la carte.
Il partito è aperto ma siamo e restiamo alternativi a chi ha reso – dopo decenni – Giarre agonizzante e di conseguenza anche alla giunta Bonaccorsi.
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