Tutti gli articoli di giuseppetommy@hotmail.com
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LETTERA di Bersani al Messaggero
Caro direttore,
non posso perdere l`occasione del suo articolo di fondo su Il Messaggero di ieri per sottolineare e rafforzare l`idea che lo ispira. Comunque la pensiamo, dobbiamo assolutamente tornare ad occuparci dell`avvenìre di un Paese che oggi si sente abbandonato, dando finalmente un nome ed un cognome ai suoi problemi e confrontandoci in modo impegnativo sulle soluzioni concrete. Un invito ineludibile alla concretezza ci viene, anche in queste ultime ore, dalle parole chiare del Presidente della Repubblica.
Per quello che riguarda il Pd, sento di dover rispondere a questo richiamo, dedicando innanzitutto la chiusura del nostro grande appuntamento di Torino al progetto per l`Italia, ai contenuti, al programma di interventi necessari per riaccendere la luce sui problemi veri degli italiani.
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da www.repubblica.it - 31 agosto 2010
Uno scandalo, dopo la falsa promessa di Berlusconi al Quirinale di nominare il responsabile in 7 giorni. Un’altra poltrona è vuota: da oltre due mesi non viene scelto il presidente della Consob.
di MASSIMO GIANNINI
C’è una vicenda esemplare che la politica, l’establishment e l’opinione pubblica continuano a sottovalutare. Fotografa la palude nella quale sta sprofondando il governo Berlusconi. Riflette l’irresponsabilità nella quale sta declinando il presidente del Consiglio. Questa vicenda si chiama ministero per lo Sviluppo Economico. Oggi sono 119 giorni. Sabato prossimo saranno 4 mesi esatti. Nell’anno più nero dell’industria italiana, nel cuore di una recessione di cui non si vede l’uscita, a tanto “ammonta” il vuoto di potere in quel dicastero, strategico per la tenuta del Sistema-Paese e per il sostegno delle imprese.
La sede è “vacante” da maggio. Da allora il premier esercita un’impalpabile e insostenibile “supplenza”, in attesa di nominare il nuovo ministro. Attesa vana, consumata nel Palazzo tra annunci ambigui, tentativi grotteschi, promesse inevase. Attesa cara, pagata dall’Italia al prezzo di una crisi economica e occupazionale gravissima. Ci si chiede come sia possibile, in una grande democrazia industriale impegnata a fronteggiare la “tempesta perfetta” di questi ultimi due anni. leggi tutto…
La svolta di Bersani: è ora di suonare le nostre campane. Occorre l’impegno univoco di tutte le forze progressiste. Il consenso per il Cavaliere è ancora largo ma il rapporto tra promesse e realtà è sempre più labile – Lettera del segretario del Pd al direttore de “la Repubblica” e video intervista al Tg1
Caro direttore, dopo anni di illusione berlusconiana l’Italia continua a regredire sul piano economico e sociale e si allontana, alla luce di ogni parametro, dai paesi forti dell’Europa. Nello stesso tempo l’impegno a riformare e a rafforzare le istituzioni repubblicane si sta trasformando in una deformazione grave della nostra democrazia. Ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l’indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all’impunità e ad una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. I segni di tutto questo li abbiamo potuti valutare in questi anni berlusconiani: regressione dello spirito civico e della moralità pubblica, politica ridotta a tifoseria, allargamento del divario tra nord e sud, nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini. Il populismo infatti è, per definizione, una democrazia che non decide, specializzata com’è nell’usare il governo per fare consenso e non il consenso per fare governo. Il dato di fondo della situazione politica sta qui, mentre la questione sociale e quella del lavoro sono senza risposte e si drammatizzano ogni giorno. Il consenso per Berlusconi è ancora largo, ma il rapporto fra parole e fatti e fra promesse e realtà diventa sempre più labile anche nella percezione dei ceti popolari. Vengono alla luce degenerazioni corruttive che vivono all’ombra di un potere personalizzato. Gli strappi all’assetto costituzionale non sono più sopportati da una parte della destra attratta da ipotesi liberali e conservatrici di stampo europeo. leggi tutto…
da “La Sicilia” del 14 agosto
DEPUTATI DI PD E PDL VISITANO IL CARCERE: Una denuncia bipartisan
La visita dei parlamentari bipartisan al carcere di Piazza Lanza, svoltasi ieri nell’ambito dell’iniziativa «Ferragosto in carcere» lanciata l’anno scorso dai Radicali, non poteva che concludersi in una eclatante denuncia circa le condizioni di scarsa vivibilità di questa struttura, che ha da offrire sofferenza, non solo per i detenuti, ma anche per gli agenti di custodia carceraria, i quali, oltre tutto, sono anche sotto organico.
Alla visita hanno partecipato i parlamentari nazionali del Pd Giuseppe Berretta, Giovanni Burtone, Rosa De Pasquale e il parlamentare Pdl Salvo Torrisi. Gli esponenti politici hanno visitato la struttura e parlato con i dipendenti, appurando di persona le difficoltà di detenuti e lavoratori. I parlamentari hanno espresso un apprezzamento nei confronti dei dipendenti «i quali, in condizioni davvero proibitive, tentano di garantire la tenuta della struttura ». Restano allarmanti però i dati sul personale in forza a piazza Lanza e sui detenuti: leggi tutto…
da “La Sicilia” del 15 agosto
Si è conclusa con uno sportivo risultato 5-5 la partitella giocata nel pomeriggio di venerdì a Bicocca tra la squadra del Partito democratico etneo e i ragazzi dell’istituto penale minorile.
Un match divertente, un momento di relax voluto dal Pd catanese per vivere in maniera diversa alcune ore assieme ai ragazzi di Bicocca. L’iniziativa si è svolta dopo la visita dei parlamentari al carcere di piazza Lanza, nell’ambito dell’iniziativa nazionale lanciata dai Radicali «Ferragosto in carcere», che per il secondo anno consecutivo ha visto esponenti
del mondo politico visitare le carceri etnee per denunciare le condizioni di vita difficili dei detenuti e le difficoltà vissute dai dipendenti. Alla partita a Bicocca la rappresentativa
del Pd era composta, tra gli altri, dai parlamentari nazionali Giuseppe Berretta e Giovanni Burtone, da esponenti dell’esecutivo provinciale e da simpatizzanti del partito.
<p style=”padding-left: 30px;”><span style=”font-size: 8pt; font-family: Arial;”><em>da “La Sicilia” del 14 agosto</em></span></p>

“Se tradisco la Costituzione mi mettano in stato di accusa”. È questo il duro messaggio contenuto in una nota ufficiale del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. A fare da destinatario è la maggioranza berlusconiana che, in questi giorni di evidente agonia, si è più volte scagliata contro la più alta carica dello Stato.
L’ultimo esponente Pdl a puntare il dito contro il Colle è Giorgio Bianconi che, in un’intervista a “Il Giornale” accusava Napolitano di tradire la Costituzione. Bianconi, si legge nella nota, “si è abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il presidente Napolitano “sta tradendo la Costituzione”. Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’on. Bianconi è di certo attento conoscitore), se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni, al pari di altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del presidente della Repubblica e di conseguenti processi alle intenzioni”. leggi tutto…
da www.partitodemocratico.it

Un anno di opposizione alla Camera
Scarica l’almanacco di 12 mesi con la cronaca della nostra opposizione alla Camera.
Prepariamo giorni migliori anche in Parlamento, per affermare e diffondere un’altra idea dell’ Italia
Dalla ricostruzione dell’attività del nostro gruppo in questa difficile stagione, il dato che salta agli occhi è la debolezza dell’azione del governo e della sua maggioranza di fronte ad una delle fasi più complesse della vita del nostro Paese, per il suo futuro, per le inquietudini che accompagnano i tentativi di uscire dalla crisi, per il suo ruolo nel mondo. Potremmo dire che a una certa arroganza dei numeri, a un tentativo sempre più evidente di svuotare la funzione del Parlamento (con la sponda di una legge elettorale che ogni giorno di più dimostra la sua assurdità), ha corrisposto ben poco in termini di risultati e di efficacia e ha preceduto quel vero e proprio collasso del centrodestra che sta andando in scena proprio mentre andiamo in stampa.
Qui troverete provvedimento per provvedimento la nostra attività, le nostre battaglie, spesso durissime, le nostre proposte e anche i successi ottenuti, in alcuni casi di notevole importanza.
Siamo riusciti, infatti, come compete a una forza di opposizione responsabile, a cambiare e migliorare nella sostanza alcune leggi anche se alla fine dell’esame, secondo il nostro giudizio, restano sbagliate.
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La Camera ha respinto la mozione di sfiducia contro il sottosegretario Giacomo Caliendo, sotto inchiesta per la loggia P3.
299 voti contrari da Pdl e Lega, 229 a favore da Pd e Idv, 75 astensioni da Fli, Udc e Api. Un banco di prova che dimostra come il governo non ha più la maggioranza uscita dalle elezioni, come nota il segretario del PD, Pier Luigi Bersani: “La maggioranza non c’è. I numeri confermano che il paese non è più governato. La minaccia di Berlusconi del voto anticipato è un’arma scarica, ora Berlusconi cercherà di tirare a campare. Tenteranno con la respirazione artificiale, ma certamente non è quello che serve al paese”. leggi tutto…

E’ ufficiale e c’è voluta meno di un’ora, dopo mesi di crisi del centrodestra, per sancire la definitiva rottura del Pdl. Messo alla porta da Berlusconi perché considerato “un peso”, Gianfranco Fini ha già annunciato la creazione di un nuovo gruppo parlamentare. Un atteggiamento, quello del capo del Pdl, che non fa altro che confermare quello che sapevamo già: nel Popolo delle libertà, la libertà di esprimere opinioni differenti rispetto a quelle del capo supremo semplicemente non esiste. Soprattutto se chi dissente lo fa per affermare un necessario bisogno di legalità, in una maggioranza impantanata tra scandali e inchieste. Una crisi politica e istituzionale di cui l’Italia certamente non ha bisogno, in un momento così delicato per l’economia e la tenuta sociale del nostro Paese. Anziché continuare a fare la conta dei deputati “fedeli” e di quelli “infedeli”, Berlusconi venga in Aula, riferisca al Parlamento e al Paese intero i motivi dello scioglimento del Pdl e il futuro di questo Governo.
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Care democratiche, cari democratici
ieri alla Camera ci sono state le dichiarazioni di fiducia sulla manovra finanziaria. Tremonti ha detto che “questa manovra fa pagare i papaveri”.
Invece, come ha ribadito il segretario del PD Pier Luigi Bersani nel suo intervento , la manovra colpisce insegnanti, poliziotti, infermieri, vigili del fuoco: stiamo parlando di questo! E gli agricoltori che protestano, come abbiamo detto alla Lega, contro gli evasori delle quote latte, gli italiani a cui rimandano di un anno l’età della pensione, un anno e mezzo per gli autonomi. Colpisce voi che da gennaio pagherete più cari i servizi. Sono questi i papaveri? Allora i miliardari come il nostro Presidente del Consiglio, che non pagano un euro per questa manovra, cosa sono, mammole da proteggere? leggi tutto…