Proteggiamo le persone anziane dalle truffe

Probabilmente quasi ad ognuno di noi è capitato di avere un parente, un genitore anziano, un nonno o un amico in pena per essere stato raggirato, truffato. E’ proprio per tutelare le persone anziane che ieri alla Camera abbiamo approvato in prima lettura la proposta di legge che mira a introdurre nel Codice penale il reato di frode patrimoniale a danno di soggetti vulnerabili in ragione dell’età avanzata. Se il Senato approverà la legge, dunque, si riuscirà a punire in maniera severa chi con mezzi fraudolenti induce un anziano a dare o promettere indebitamente denaro o altro: il reato verrà punito con il carcere da due a sei anni e la multa da 400 a 3.000 euro. La frode viene punita se il fatto è commesso in casa, dentro o vicino a negozi, uffici postali, banche, ospedali e case di riposo oppure se si simula un’offerta commerciale. Spetterà quindi al giudice valutare la condizione di particolare vulnerabilità in rapporto all’età. Se la frode viene commessa per telefono o via internet scatterà l’aggravante.

In questo dossier tutte le novità della legge approvata ieri.

 

Contro l’apologia del fascismo

Tutelare le istituzioni democratiche sempre, evitando quegli inaccettabili – e purtroppo frequenti – episodi di intolleranza verso i valori dialettici della democrazia. Sono le motivazioni per cui ritengo giusta l’approvazione, ieri alla Camera, della proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd), che introduce nel codice penale il reato di “propaganda del regime fascista e nazifascista”. Dobbiamo riconoscere infatti come siano insufficienti gli strumenti fin qui utilizzati per reprimere comportamenti antidemocratici, ideologie violente, xenofobe, razziste. Non parliamo solo di fatti simbolici, né certamente l’obiettivo della legge è quello di punire le opinioni. Ma troppo spesso purtroppo queste manifestazioni, questi episodi di apologia del fascismo si accompagnano a gesti, condotte e comportamenti violenti, intolleranti, razzisti, tipici di una cultura e di una prassi che trae origine e spunto in periodi storici che hanno procurato in Europa e in Italia dittature e guerre, leggi razziali e discriminazioni, violenze e persecuzioni. Il rifiuto del fascismo e del nazifascismo sono ormai un patrimonio consolidato del Paese ed è per questo che non possono essere consentiti o tollerati comportamenti che intacchino questo patrimonio comune di civiltà democratica, di convivenza, di libertà, che del resto sta alla base della nostra Carta Costituzionale.
In questo dossier della Camera, i dettagli della legge, che dopo l’approvazione di ieri è passata al Senato.

Equo compenso per gli avvocati: un passo avanti

L’approvazione in Consiglio dei Ministri di un disegno di legge sull’equo compenso per gli avvocati è un’ottima notizia: la battaglia condotta dall’associazione Dems per rivalutare il lavoro degli avvocati e rimettere al centro l’equità delle loro retribuzioni oggi segna un importante passo avanti. L’equo compenso infatti è un’esigenza reale, molto sentita da migliaia di avvocati, soprattutto giovani, che sempre più spesso sono vessati da situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali con i clienti e in particolare con i clienti forti. Non a caso il ministro della Giustizia Andrea Orlando, promotore del ddl, ha parlato di vero e proprio “caporalato intellettuale” e anche per questo ho presentato alla Camera due proposte di legge: una simile al ddl approvato in Cdm e una seconda relativa all’equità delle retribuzioni di tutti i lavoratori autonomi. Grazie alla sensibilità del ministro Andrea Orlando, le esigenze dei professionisti sono state finalmente ascoltate. Con Dems abbiamo fatto dell’equo compenso una campagna nazionale, abbiamo lanciato una petizione su Change.org e proseguiremo, con queste iniziative legislative, a lavorare per portare a casa un risultato importante sotto il profilo dell’equità sociale e generazionale e del rispetto della dignità dei lavoratori.

Decreto Mezzogiorno: ecco cosa prevede

Il decreto Sud diventa legge dello Stato. Ieri alla Camera abbiamo approvato un provvedimento importante, che prevede fondi e agevolazioni per le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, si prevede un finanziamento fino a 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud” e 50 milioni di euro per favorire gli imprenditori agricoli under 40.

Il decreto prevede tantissime misure a favore del Mezzogiorno, quali semplificazioni e procedure più efficienti, l’istituzione di zone economiche speciali, risorse per far fronte a situazioni di crisi con politiche di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Alcune norme sono rivolte al contrasto della dispersione scolastica e della marginalità sociale.

In questo dossier il dettaglio di alcune delle misure più significative.