Contro l’apologia del fascismo

Tutelare le istituzioni democratiche sempre, evitando quegli inaccettabili – e purtroppo frequenti – episodi di intolleranza verso i valori dialettici della democrazia. Sono le motivazioni per cui ritengo giusta l’approvazione, ieri alla Camera, della proposta di legge a prima firma di Emanuele Fiano (Pd), che introduce nel codice penale il reato di “propaganda del regime fascista e nazifascista”. Dobbiamo riconoscere infatti come siano insufficienti gli strumenti fin qui utilizzati per reprimere comportamenti antidemocratici, ideologie violente, xenofobe, razziste. Non parliamo solo di fatti simbolici, né certamente l’obiettivo della legge è quello di punire le opinioni. Ma troppo spesso purtroppo queste manifestazioni, questi episodi di apologia del fascismo si accompagnano a gesti, condotte e comportamenti violenti, intolleranti, razzisti, tipici di una cultura e di una prassi che trae origine e spunto in periodi storici che hanno procurato in Europa e in Italia dittature e guerre, leggi razziali e discriminazioni, violenze e persecuzioni. Il rifiuto del fascismo e del nazifascismo sono ormai un patrimonio consolidato del Paese ed è per questo che non possono essere consentiti o tollerati comportamenti che intacchino questo patrimonio comune di civiltà democratica, di convivenza, di libertà, che del resto sta alla base della nostra Carta Costituzionale.
In questo dossier della Camera, i dettagli della legge, che dopo l’approvazione di ieri è passata al Senato.

Decreto Mezzogiorno: ecco cosa prevede

Il decreto Sud diventa legge dello Stato. Ieri alla Camera abbiamo approvato un provvedimento importante, che prevede fondi e agevolazioni per le Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. In particolare, si prevede un finanziamento fino a 1.250 milioni di euro dedicati ai nuovi giovani imprenditori under 35, con la misura “Resto al Sud” e 50 milioni di euro per favorire gli imprenditori agricoli under 40.

Il decreto prevede tantissime misure a favore del Mezzogiorno, quali semplificazioni e procedure più efficienti, l’istituzione di zone economiche speciali, risorse per far fronte a situazioni di crisi con politiche di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Alcune norme sono rivolte al contrasto della dispersione scolastica e della marginalità sociale.

In questo dossier il dettaglio di alcune delle misure più significative.

Approvato il decreto vaccini

Oggi alla Camera abbiamo convertito in legge il cosiddetto “decreto vaccini” che amplia l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i minori e modifica le sanzioni in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale relativamente ai servizi educativi, alle scuole ed ai centri di formazione professionale regionale. L’intervento mediante decreto-legge si è reso necessario perché , dal 2013 ad oggi, si è registrato un progressivo e inesorabile trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni, sia obbligatorie sia raccomandate, che ha determinato una copertura vaccinale al di sotto del 95 per cento, soglia raccomandata dall’OMS per la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi. Un intervento necessario, dunque, per tutelare la salute di tutti e prevenire possibili, pericolose epidemie.

In questo dossier tutti i dettagli sul provvedimento.

Stop ai vitalizi: approvata alla Camera la legge del Pd

Un consenso ampio per una legge più che giusta, che abolisce i vitalizi anche per gli ex parlamentari ed equipara il trattamento pensionistico di deputati e dei senatori a quello dei dipendenti pubblici. Ieri alla Camera abbiamo approvato la proposta di legge Richetti (Pd) con 348 voti a favore, 17 contrari e 28 astenuti. La legge, che ora passa al Senato, consentirà notevoli risparmi e soprattutto introdurrà anche per gli ex parlamentari il criterio di calcolo pensionistico applicato per tutti i lavoratori. Verrà infatti ricalcolato con un criterio totalmente contributivo anche l’importo delle pensioni attualmente erogate agli ex parlamentari. La riforma del 2012 ha già abolito i vitalizi e dunque i trattamenti pensionistici per i parlamentari in carica dall’attuale legislatura sono già calcolati con il contributivo, ma appena entrerà in vigore la legge Richetti tutti i parlamentari (passati, attuali e futuri) percepiranno pensioni calcolate secondo i principi legge Fornero.
Questo comporta, per chi sarà parlamentare dalla prossima legislatura, un innalzamento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso al sistema pensionistico, che saranno identici a tutti gli altri dipendenti pubblici.

Qui, nel dossier del gruppo Deputati Pd, trovate tutte le novità.