Approvata alla Camera la legge elettorale

È stata approvata in prima lettura alla Camera la nuova legge elettorale.
Un lavoro lungo e complesso grazie al quale siamo arrivati alla sintesi delle tante ipotesi avanzate, arrivando alla definizione del testo approvato con il lavoro e il contributo delle forze di maggioranza e opposizione che insieme sono arrivate al miglior risultato possibile, poiché qualsiasi altra ipotesi non avrebbe avuto i voti necessari per la sua approvazione.
Si delinea così un sistema elettorale misto tra collegi uninominali e metodo proporzionale, identico per Camera e Senato. Il territorio nazionale è articolato, per quanto riguarda la Camera, in 28 circoscrizioni e ciascuna circoscrizione è ripartita in collegi uninominali ed in uno o più collegi plurinominali. Al Senato il territorio nazionale è ripartito in 20 circoscrizioni corrispondenti al territorio di ciascuna regione.
Per la prima volta, tutti i partiti – sia quelli registrati, sia quelli non registrati – dovranno depositare, in mancanza del deposito dello Statuto, una dichiarazione con elementi minimi di trasparenza (legale rappresentante del partito, titolarità del contrassegno, sede legale e organi del partito, modalità di selezione dei candidati per la presentazione delle liste.
Per quanto riguarda le pluricandidature, il nuovo testo stabilisce che nessun candidato può essere incluso in liste con lo stesso contrassegno in più di 5 collegi plurinominali, a pena di nullità dell’elezione.
Nel dossier del gruppo Deputati PD gli approfondimenti e i dettagli

Abbattimento delle barriere architettoniche: approvata la proposta di legge

Ieri alla Camera abbiamo approvato la proposta di legge che mira a rendere più accessibili alle persone con disabilità gli edifici pubblici e privati ed i servizi pubblici. Ancora oggi, infatti, le persone disabili spesso affrontano innumerevoli difficoltà, nelle proprie città, a casa, nelle scuole, negli edifici pubblici: ostacoli che minano la qualità della loro vita. Proprio per questo la proposta di legge approvata ieri, che ora passa all’esame del Senato, è volta a coordinare e aggiornare le prescrizioni tecniche attualmente in vigore per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici e privati e negli spazi e nei servizi pubblici. Si parla, finalmente, di “progettazione universale”, rispondendo ai dettami della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità: l’ideazione e la realizzazione, cioè, di prodotti, ambienti, servizi che siano utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.

In questo dossier del gruppo Deputati PD, i dettagli sul provvedimento.

Approvata dal Senato la legge salva borghi

Il Senato ha approvato giovedì scorso, 28 settembre, il ddl ribattezzato “salva borghi”, una legge che prevede numerose misure a sostegno dei piccoli Comuni, per la riqualificazione ed il recupero dei centri storici, per la promozione di uno sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale sostenibile e per promuovere l’equilibrio demografico del Paese. La legge riguarda ben 5585 Comuni italiani che hanno una popolazione residente fino a 5000 abitanti. Borghi spesso molto belli e da tutelare perché fragili, caratterizzati dalla presenza in aree a dissesto idrogeologico, da arretratezza economica, spopolamento, bassa densità abitativa, disagio insediativo. La legge prevede un fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli Comuni, con una dotazione da 10 milioni di euro per il 2017 e 15 milioni di euro per ogni anno fino al 2023, il recupero e riqualificazione dei centri storici, la promozione di alberghi diffusi, misure per il contrasto dell’abbandono di immobili, acquisizione di case cantoniere e realizzazione di circuiti e itinerari turistico-culturali, sviluppo della rete a banda ultralarga e tante altre novità.

Per conoscere nel dettaglio tutte le misure vi rimando a questo approfondimento sul ddl 2541.

Diventa legge il Codice Antimafia

Contro le mafie e la corruzione adesso abbiamo uno strumento in più. E’ il Codice Antimafia, che abbiamo approvato ieri alla Camera in via definitiva. Un provvedimento fortemente voluto dal Partito Democratico e dal ministro Andrea Orlando, che ci dà nuove armi per combattere la criminalità organizzata, per gestire meglio e in maniera più trasparente i beni confiscati alle mafie, per combattere la corruzione. L’approvazione, avvenuta dopo un iter durato oltre due anni, è un atto importante per porre un argine ai fenomeni che inquinano la nostra economia, che minacciano la nostra democrazia: è “un atto di responsabilità politica importante” hanno commentato sindacati e associazioni.
Tante le misure previste dal nuovo Codice Antimafia. Misure anticorruzione, quali l’allargamento della cerchia dei possibili destinatari di misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (nel caso di reato associativo) anche in atti giudiziari e concussione. Il sequestro e la confisca dei beni sono resi più veloci e tempestivi e nei Tribunali dei capoluogo sede di Corte d’Appello si istituiranno sezioni o collegi specializzati per trattare in via esclusiva i procedimenti. Viene introdotto l’istituto del controllo giudiziario delle aziende in caso di pericolo concreto di infiltrazioni mafiose e una maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari, con garanzia di competenze idonee e di rotazione negli incarichi. Previste anche misure a sostegno delle aziende sequestrate, con un fondo da 10 milioni di euro l’anno e misure per aiutare la prosecuzione delle attività e la salvaguardia dei posti di lavoro. Viene infine riorganizzata l’Agenzia nazionale per i beni confiscati dotandola di un organico di 200 persone. In questo dossier tutte le modifiche al Codice delle leggi antimafia.