Il mio intervento oggi, in Aula.
Ennesimo colpo di mano del governo contro il Parlamento, ennesima fiducia sulla conversione in legge del decreto legge sugli Enti Locali. Noi stiamo cercando in tutti i modi, anche facendo ricorso all’ostruzionismo, di difendere il Parlamento e, con esso, il principio basilare della democrazia rappresentativa. Anche con la manifestazione di sabato.
Il governo Berlusconi perde consensi. Perde la fiducia dei cittadini e si vede costretto a chiedere la fiducia al Parlamento su ogni provvedimento. La questione di fiducia altro non è che sfiducia nella maggioranza, in uno schieramento che non è nemmeno capace di presentare le liste seguendo le regole, in un centrodestra che si mostra così incapace di governare. Oggi è accaduto per la ventottesima volta alla Camera, imponendo la questione di fiducia su un atto che, al contrario, andava dibattuto, discusso, condiviso in Aula perché riguarda gli enti locali: i comuni, le province, le regioni in cui vive ognuno di noi. E così, mentre gli ultimi sondaggi vedono un crollo verticale dei consensi per Berlusconi, per il suo governo, per l’intera maggioranza e per il Pdl, non si contano i decreti improntati ad urgenze ingiustificate, quelli “ad listas” e quelli “ad personam”. Continua a leggere…

Sono stato fra i relatori al convegno. Vi propongo il mio intervento.
Il governo del fare annunci.
Berlusconi durante la campagna elettorale aveva terminato la propria propaganda dedicandosi alla casa. All’annuncio che avrebbe abolito l’ICI.
Questa è l’unica promessa mantenuta ed allo stesso tempo è l’unico provvedimento che riguarda la casa di questo Governo.
Per il resto abbiamo assistito soltanto a roboanti annunci che poco o nulla hanno realmente prodotto.
Bisogna innanzitutto ricordare quanto sia costato mantenere quella promessa.
Pagata con fondi- destinati ad infrastrutture nel mezzogiorno, con i fondi che i comuni utilizzavano per i servizi e l’assistenza (compreso il sostegno all’affitto). Un’enorme spot che ha drenato risorse quindi dai redditi bassi (già esonerati dal pagamento dell’ICI grazie al governo Prodi) verso quelli medio alti. Continua a leggere…
Questa mattina ho presentato in Commissione Lavoro alla Camera l’interrogazione urgente depositata alcuni giorni fa per affrontare il “caso” di Ratio Consulta Spa, il call center di Motta Sant’Anastasia, in provincia di Catania, che dal primo febbraio ha messo gli 80 dipendenti in ferie forzate a causa della perdita della commessa da parte di Enel Energia. Una vertenza, una nuova crisi aziendale che da subito è apparsa ambigua, poco limpida. Oggi, alla presenza del sottosegretario al Lavoro Pasquale Viespoli, ho chiesto chiarezza, spiegando le vere ragioni di questa crisi aziendale, l’ennesima in un territorio pesantemente colpito da licenziamenti, mobilità e richieste di cassa integrazione. Continua a leggere…
Agricoltura: il paradosso Sicilia e una crisi che viene da lontano. Le proposte del Pd.
È la prima regione d’Italia per produzione di arance, ma le esportazioni sono in calo. In compenso, tra Spagna e Sudafrica, il mercato italiano accoglie tonnellate di arance straniere. E’ il paradosso-Sicilia che sta mettendo in ginocchio il settore agrumicolo, uno dei più importanti per l’economia della nostra Isola, e in generale tutto il comparto agricolo. Un paradosso che sta producendo una crisi mai vista, frutto di politiche del passato sbagliate, a partire dagli accordi commerciali con l’Egitto voluti dall’allora ministro Alemanno, e della miopia dell’attuale governo. Oltre a tutelare l’asiago e la bresaola, oltre a pagare le multe per le quote latte agli allevatori del Nord, oltre a battersi a Bruxelles per i produttori settentrionali, il ministro Zaia cosa sta facendo per le arance siciliane? E per i viticoltori siciliani? Ecco i numeri e le ragioni di questa crisi, che ho avuto modo di illustrare domenica 28 febbraio a Grammichele durante un’iniziativa del Pd sullo stato dell’agricoltura siciliana, e le proposte del Partito Democratico per fronteggiarla, contenute in un ordine del giorno accolto alla Camera dei Deputati. Continua a leggere…
da www.partitodemocratico.it – 6 marzo 2010
Da Palazzo Chigi un decreto “ad listas” per Lazio e Lombardia: firme valide anche senza timbri, 24 ore di tempo per correggere gli errori e il Quirinale firma. Bersani attacca: “Usano il decreto interpretativo per aggiustare il loro pasticcio; ma il trucco c’è e si vede, è ridicolo”
“Ad un trucco vergognoso come il decreto salva-liste rispondiamo con 4 parole: lavoro, onestà, serietà e regole. In poche parole un’altra Italia. Mettiamole sulle nostre bandiere e alle regionali tireremo su la bandiera dell’alternativa”.
Pier Luigi Bersani nell’affollatissimo Vaillant Palace di Fiumara, a Genova, ha ufficialmente aperto la campagna elettorale da queste quattro parole: i punti cardinali delle imminenti elezioni regionali e della linea del Partito Democratico. Con lui sul palco il presidente e candidato alla regione Liguria, Claudio Burlando, e il segretario regionale Lorenzo Basso.
Bersani non tralascia il gravissimo episodio consumatosi ieri al Consiglio dei ministri convocato in fretta e furia.
Contro il decreto le forze di centrosinistra promuovono una manifestazione nazionale, che si svolgerà sabato 13 marzo a Roma”. Il decreto salva liste non è altro che “un trucco vergognoso. Arroganti come nessuno hanno fatto quello che hanno voluto e hanno detto che gli asini volano e che la colpa di quello che è successo è nostra. A Roma il problema era se mettere il prosciutto il formaggio nel panino, a Milano non sono riusciti a mettersi d’accordo su mettere a posto questo quel candidato. Altre volte sono rimasti fuori altri partiti per ragioni burocratiche: pochi mesi fa è successo all’Udc in Trentino e nel 2001 fu annullata la vittoria del centrosinistra in Molise a causa in un numero mancante in un modulo. Mai nessuno si è sognato di fare leggi ad hoc”. Continua a leggere…
du www.partitodemocratico.it – 5 marzo 2010
Un’altra Italia inizia da “una bella parola italiana che si chiama ‘Mezzogiorno’”. Così Pier Luigi Bersani ha aperto di fatto la campagna elettorale per il Pd in Campania, durante una manifestazione che si è tenuta alla Città della Scienza di Bagnoli. Il segretario ha chiamato a raccolta i Democratici con un discorso a tutto campo incentrato sui temi del Sud, richiamando l’attenzione sul rischio che “se la destra vincesse le elezioni regionali in Italia prenderebbe piede una sponda regressiva in tema di unità nazionale. Falcone e Borsellino cesserebbero di essere eroi nazionali e si celebrerebbero solo in alcune parti del paese”. Secondo Bersani, invece, il sud deve continuare ad essere questione nazionale, non deve essere ridotta a questione locale. Continua a leggere…
Un incontro importante per il futuro di centinaia di lavoratori catanesi, totalmente disertato dai rappresentanti della Regione Sicilia. Un’assenza gravissima, quella dell’assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi, che dimostra lo scarsissimo interesse nei confronti del destino di uno degli insediamenti produttivi più importanti in Sicilia.
Fino ad oggi, il Governo nazionale di fatto sta confermando gli impegni finanziari nei confronti delle due aziende, legati alla rimodulazione del contratto di programma. Ma non emerge alcuna garanzia concreta per il mantenimento dei livelli occupazionali per i 400 dipendenti Numonyx, società ceduta a Micron Technology”
Insieme a Giovanni Burtone e Marilena Samperi abbiamo già annunciato un’interrogazione ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo Economico.
È stato battezzato l’annus horribilis dell’economia italiana e a confermarlo è l’Istat che attesta un -5% del Pil nel 2009 – il peggior dato dal 1971 – l’aumento della pressione fiscale del 43% e un alto tasso di disoccupazione ora pari al 8,6%. E il governo cosa ne pensa? Sarà colpa dei governi del centrosinistra o della panacea dell’ottimismo? Senza pessimissimo, l’Italia è in grave difficoltà e l’inefficienza del governo, abile a blindare il premier dai processi ma fallimentare nella politica economica e sociale, non sono buoni segnali. Continua a leggere…
Viaggio a Librino
Abbiamo voluto chiamare così il primo incontro che si è tenuto ieri nella sede della CGIL in viale Bummacaro. E’ stato un importante momento di confronto e di ascolto per raccogliere le istanze di chi a Librino vive tutti i giorni, che abbiamo affrontato con la voglia di impegnarci e la certezza che non finisce qui.
Per chi non ha potuto esserci, riporto il resoconto della serata riportato dalla stampa.
“Il sindaco convochi una sessione specifica degli Stati Generali su Librino. Chiediamo al Comune di utilizzare la Piattaforma per Librino, elaborata nel 2008 dalle associazioni del quartiere ma caduta nel dimenticatoio, trasformandola in un vero piano di rilancio per Librino. Noi ci impegneremo per fare di Librino una questione dell’intera città, promuoveremo una grande iniziativa catanese in cui si affrontino seriamente i tanti problemi di questa parte della città e saremo più presenti nel quartiere”. Continua a leggere…
La Consulta ha dichiarato incostituzionale la norma della legge Finanziaria 2008 che stabiliva un tetto al numero degli insegnanti di sostegno.
Una vittoria chiara del diritto all’istruzione contro le logiche ragionieristiche del ministro Tremonti e dei tagli indiscriminati.
Sulla vicenda dei “tagli” al sostegno, avevo anche presentato una interrogazione al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca in cui chiedevo “la piena attuazione dei principi costituzionali e delle convenzioni internazionali che riconoscono il diritto all’istruzione delle persone con disabilità” e di “assumere provvedimenti nei confronti delle amministrazioni scolastiche che illegittimamente avevano ridotto il numero degli insegnanti di sostegno”, chiamate poi in giudizio dai familiari degli alunni disabili. Continua a leggere…
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