Approvati dal Cipe i Patti per il Sud: oltre 13 miliardi per il Mezzogiorno

sudIl Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha approvato nella seduta del 10 agosto uno dei provvedimenti più importanti messo in campo dal Governo per il rilancio del Mezzogiorno: un piano di investimenti concreti per realizzare interventi in grado di sostenere la ripresa delle Regioni del Sud. Ne avevamo parlato recentemente in occasione della firma del Patto per Catania, pochi mesi fa, da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Ora, con l’approvazione del provvedimento da parte del Cipe, sono stati assegnati fondi per il Sud pari a 13,412 miliardi di euro a favore di Regioni del Mezzogiorno e Città metropolitane. Per questo i “Patti per il Sud”, in quanto accordi interistituzionali, hanno una valenza importante: perché per cambiare rotta occorre rimboccarci le maniche e far sì che questi fondi vengano finalmente spesi al meglio e in tempi rapidissimi. Anche a questo servono i Patti: ad alleggerire la burocrazia e verificare i tempi di spesa. Occorre quindi fare presto e bene, a partire da Catania, dove per la sola Città metropolitana arriveranno oltre 300 milioni di euro.

In questo documento del Cipe, ecco la ripartizione dei fondi e tutti i dettagli.

“Il Sasso”: confronto di idee e fatti su cui riflettere

ILSASSOCORRETTOSi chiama “Il Sasso” la rubrica settimanale curata dal sito di informazione online Sudpress alla quale sono stato invitato a partecipare. Uno spazio domenicale, da metà aprile ad oggi, per riflettere sui fatti più importanti degli ultimi mesi, per mettere nero su bianco idee, opinioni e punti di vista differenti, ma anche per far conoscere ai lettori alcuni tra i più rilevanti provvedimenti che abbiamo discusso e approvato in Parlamento. Un confronto, appunto, in una sorta di faccia a faccia virtuale con il collega deputato di Forza Italia Basilio Catanoso, il mio sparring partner potremmo dire con cui è stato piacevole confrontarmi su temi diversissimi tra loro: dal terrorismo internazionale ad una migliore fruizione del mare catanese, dalla riforma costituzionale alla violenza di genere. Ora che “Il Sasso” è in vacanza per la pausa estiva mi piace condividere tutte le puntate della rubrica, pubblicate dal 16 aprile al 31 luglio. E approfitto per ringraziare Sudpress, in particolare il direttore Simona Scandura per questa opportunità e per aver dato vita ad uno spazio in cui contano le opinioni e il rispetto per quelle degli altri.

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Mille assunzioni per una Giustizia efficiente

giustizia-statuaAutorizzare, con il decreto-legge 30 giugno 2016  n. 117, il Ministero della Giustizia ad assumere nel triennio 2016-2018 ben 1.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale, bandendo il primo concorso pubblico per il personale della giustizia dopo circa 20 anni di blocco. Il personale sarà inquadrato nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria e potrà essere selezionato sia bandendo nuovi concorsi che attingendo a graduatorie ancora valide.
L’aumento del personale andrà a supportare i processi di digitalizzazione degli uffici dopo la recente introduzione della telematica nel processo civile, intrapresa il 30 giugno 2014.

Per approfondire, QUI il dossier dell’Ufficio Documentazione e Studi dei deputati PD.

LOTTA ALLA POVERTA', APPROVATA LA LEGGE PER IL REDDITO DI INCLUSIONE

1,6 MILIARDI DI EURO PER IL CONTRASTO ALLE DISEGUAGLIANZE SOCIALI

POVERTAUna misura strutturale e non una tantum, un finanziamento pari ad 1 miliardo di euro a partire dal 2017 (600 milioni per il 2016) per realizzare misure di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
Oggi il Parlamento ha approvato il disegno di legge delega che introduce misure importanti per venire incontro a quella fascia sempre più ampia di popolazione che vive in condizioni di povertà. Proprio nella giornata in cui l’Istat ha certificato che 1 milione e mezzo di famiglie nel 2015 viveva in condizioni di assoluta povertà (4 milioni e mezzo di persone), aver introdotto per la prima volta una misura nazionale quale il reddito di inclusione mi sembra un primo importantissimo passo per rispondere alle crescenti diseguaglianze acuite dalla crisi economica. Aiutando davvero chi ha pochissimo o nulla. Una misura, tra l’altro, che va nella direzione di quanto suggerito dall’Istat (con un sostegno concreto per le famiglie maggiormente bisognose, con bimbi, disabili o anziani) e da varie risoluzioni e raccomandazioni dell’Unione Europea che spingono per l’introduzione di una misura di reddito minimo nei Paesi UE. Stiamo andando nella giusta direzione, nonostante i demagoghi del M5S sostengano il contrario e si siano opposti al ddl approvato oggi. I cinquestelle preferiscono parlare di reddito di cittadinanza elargito a tutti, uguale per tutti, indipendentemente dal reddito e dalla situazione lavorativa. Ignorando l’impraticabilità di una simile proposta (attuata solo in Alaska, in via sperimentale!), alla quale il PD ha preferito i fatti di una misura concreta, realizzabile e seria per rispondere a drammi sociali sempre più profondi. Continua a leggere »