Sisma 90, dalla Cassazione ancora una conferma del nostro operato

Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione continua a darci ragione, ribadendo la necessità che l’Agenzia delle Entrate applichi finalmente le norme fortemente volute dal PD e approvate in questi anni per sanare l’annosa vicenda legata ai contributi per il sisma del 1990. L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 29900/17, depositata il 13 dicembre, rigetta l’ennesimo ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate e ribadisce il principio secondo cui i lavoratori dipendenti hanno diritto ad essere rimborsati delle somme indebitamente versate all’Agenzia delle Entrate negli anni 1990, 1991 e 1992. La Suprema Corte afferma con chiarezza inoltre che il diritto al rimborso non può essere in alcun modo limitato neanche da previsioni sopravvenute. Va specificato infatti che nella legge di stabilità del 2015, con un nostro emendamento, avevamo fatto sì che venissero stanziati 90 milioni di euro per il triennio 2015/2017 per erogare i rimborsi ai contribuenti siciliani. Continua a leggere »

Giustizia, nuove assunzioni al Tribunale di Catania

Entro pochi giorni al Tribunale di Catania si apriranno le porte a nuove assunzioni di giovani preparati e altamente qualificati che hanno superato le selezioni del concorso per Assistenti giudiziari e funzionari: un’ottima notizia per il miglioramento del sistema giudiziario, che darà forza ai risultati positivi ottenuti in questi anni. Tra il 18 e il 21 dicembre infatti i vincitori del concorso nazionale per 800 posti di assistente giudiziario avranno la possibilità di scegliere la sede, mentre a seguire verrà effettuato un primo scorrimento della graduatoria per 600 unità di personale e, sempre nei prossimi giorni, sceglieranno la sede 200 nuovi funzionari. Entro Natale il distretto della Corte d’appello di Catania potrà contare su 53 nuove assunzioni, di cui 47 nuovi Assistenti giudiziari e 6 funzionari, vincitori del concorso nazionale fortemente voluto dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando per dare seguito alle riforme messe in atto in questi anni. Grazie a queste fasi di reclutamento di nuovo personale, si darà la possibilità a 1600 giovani in tutta Italia di avere un lavoro stabile e al contempo si potrà contare su nuove leve per rendere più efficiente e snella la giustizia italiana. Assunzioni attese da tempo, che rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno anche a Catania.

PD Sicilia, si convochi subito la direzione regionale, per ripartire

Il Partito Democratico siciliano deve interrogarsi sui motivi della sconfitta alle ultime regionali, ma anche su qual è oggi e su quale sarà la propria funzione politica. Se è vero che la Sicilia è un laboratorio politico, credo che debba esserlo sempre: in una fase così delicata per il nostro partito, per la Sicilia e per l’intero Paese, di fronte alle diseguaglianze sociali, alla crescita dei partiti di destra, ai rigurgiti di forze xenofobe ed estremiste, credo che il silenzio del PD siciliano non faccia bene a nessuno. Rimandare l’appuntamento con la direzione regionale significa continuare a ignorare le difficoltà del nostro partito e le esigenze dei siciliani. Io credo sia necessario, al contrario, ripartire e provare a cambiare rotta. Ma è necessario farlo subito, innanzitutto riunendo tutte le aree che compongono il Partito Democratico e, subito dopo, convocando una direzione regionale in cui ognuno possa esprimere le proprie valutazioni su quanto fatto in questi anni, sui progetti per il futuro del PD e della Sicilia, sui temi fondamentali per lo sviluppo della nostra terra. Proprio per questo, la settimana scorsa, ho riunito gli orlandiani siciliani, convocando il nostro coordinamento regionale. In quella occasione, abbiamo tutti espresso un giudizio critico sulle ultime scelte e vorremmo poter esprimere le nostre valutazioni all’interno della direzione regionale del PD. E’ necessario farlo, se vogliamo tornare a dare risposte serie a chi ha guardato a noi con speranza, se vogliamo porre un argine ai populismi della destra e dei cinquestelle.

Giustizia per Lele: ecco i risultati della Commissione parlamentare d’inchiesta

La Commissione parlamentare d’inchiesta su Emanuele Scieri è giunta a delle conclusioni di estrema importanza, non solo per i familiari del parà siracusano, ma per chiunque creda che si debba arrivare a conoscere tutta la verità sulla sua morte. Nel 2014 anche io fui uno dei promotori dell’istituzione della Commissione parlamentare d’inchiesta, voluta a gran voce da tanti suoi amici e concittadini, da tantissime persone che unirono le proprie forze nel movimento #giustiziaperlele: chiedevano la verità sui fatti che portarono alla morte del militare siracusano, il cui cadavere fu rinvenuto nell’agosto del 1999 nella caserma Gamerra di Pisa. Si parlò di suicidio, ma tanti dubbi furono sollevati su questa versione. Ora va dato merito alla Commissione d’inchiesta e alla presidente Sofia Amoddio, del PD, di aver svolto un gran lavoro, di ricostruzione minuziosa di tutti gli avvenimenti relativi alla morte di Scieri. Un lavoro imponente e spesso complicato, portato avanti con un unico obiettivo, eliminare ogni ombra sulla morte del giovane militare. Sono certo che le conclusioni a cui è arrivata la Commissione (e che potete leggere sul sito della Camera, in QUESTO LINK) verranno prese in seria considerazione dalla Procura di Pisa, che ha riaperto le indagini. Mi auguro che finalmente si possa dare un volto ai responsabili di quel tragico evento che ha strappato Lele alla sua famiglia, ai suoi amici e ai tanti – come me – che avevamo avuto modo di conoscerlo e che ancora oggi lo ricordiamo con affetto