Capitalismo di rapina: Come svuotare un’azienda e far soldi
di Roberto Rossi su www.unita.it dell’ 11 luglio 2010

“Immaginate la storia di Eutelia come un’enorme matrioska. Nel gioco ogni pezzo ne custodisce un altro, è nascosto fino a quando non lo sveli. La vicenda della società di Arezzo, che ha portato venerdì all’arresto di otto persone per bancarotta fraudolenta, ha le stesse fattezze di un’enorme bambola di legno. Dove ogni reato ne nasconde un altro. E un altro ancora. Un sistema, semplice come una mastrioska appunto, per fare soldi sulle spalle dei lavoratori. Un simbolo del nostro capitalismo. La storia. Eutelia è una società giovane. Nasce undici anni fa ad Arezzo per operare nel settore di servizi telematici e in Internet. Fa capo alla famiglia Landi che occupa, con tutti i parenti, l’intero consiglio di amministrazione. Continua a leggere…
Venerdì 9 luglio, è la giornata del silenzio: non ci saranno informazioni, i tg non andranno in onda, i quotidiani – almeno la gran parte dei quotidiani – non saranno in edicola. Un black-out dell’informazione organizzato dai giornalisti contro la legge sulle intercettazioni. Una “legge bavaglio” che, se venisse approvata così com’è, mina le basi della nostra democrazia. Del resto cos’è una legge che limita il diritto-dovere dei giornalisti ad informare e compromette la possibilità per i cittadini di conoscere i fatti.
Su questa legge è stato già detto tanto, ma da siciliano mi sento ancora più colpito da questo provvedimento. In una terra di mafia, in cui la criminalità riesce ad infiltrarsi in ogni ambito, in ogni business, si ramifica, si rinnova, è allarmante l’impatto che avrà la legge sulle intercettazioni. I magistrati non potranno più usare le “cimici” per reati considerati meno gravi, ma sono proprio questi i reati che consentono di scovare organizzazioni criminali, che hanno dato il via alle inchieste di mafia.
E’ una legge insensata, e lo sciopero dei giornalisti spero possa servire a risvegliare le coscienze. Facendo comprendere quanto sia rischioso il ddl sulle intercettazioni. Per la libertà del nostro Paese, ma anche per la nostra sicurezza come ha lucidamente sottolineato, in questa relazione che ho il piacere di proporvi, il Procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, durante un’audizione in Commissione Giustizia alla Camera.
Oggi in piazza a Montecitorio la protesta delle associazioni contro la manovra finanziaria
Tagli alle tredicesime di magistrati e poliziotti? Si, ma forse no. Non bastano i 40 anni di contributi per andare in pensione? Sì, ma era “un refuso”. Ora la follia e la leggerezza con cui il governo sta affrontando l’iter della manovra finanziaria si abbattono su una categoria che dovrebbe essere tutelata, anziché colpita da tagli inconcepibili. Si parla di disabili, di milioni di persone che a causa di un handicap fisico o intellettivo, non sono in grado di lavorare né di badare a se stessi. Vi racconto quello che è successo e le proteste di decine di associazioni di disabili, che oggi si sono viste costrette a scendere in piazza e protestare, semplicemente per difendere i diritti dei più deboli. Continua a leggere…
Un governo alle battute finali: per Pier Luigi Bersani “siamo al secondo tempo del film che non può essere protratto a lungo. La soluzione non spetta a noi ma non si può andare avanti così, con divisioni che non sono componibili. La maggioranza ha la responsabilità di prendere atto di una situazione che fa danni al paese”. Dopo essere intervenuto alla relazione dell’Authority delle Comunicazioni, il leader del Pd ha anche sottolineato, in merito ai rapporti tra il premier e Gianfranco Fini sempre più tesi, come forse sia “giusto che i vincoli di maggioranza comincino a traballare, altrimenti ci troviamo davanti all’unica democrazia che va avanti a fiducie, telefonate riparatrici e decreti. Non vorrei che dopo Berlusconi venisse fuori Chavez. Dobbiamo ripristinare i concetti base della democrazia parlamentare”.
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Credo che la sparatoria avvenuta stamani in pieno centro a Catania, a mezzogiorno, davanti alla sede di ben 3 facoltà universitarie, a due passi da una stazione dei Carabinieri e che ha colpito anche una studentessa sia la peggiore risposta all’accelerazione della maggioranza di destra sulla legge bavaglio che toglie le informazioni ai cittadini e l’indispensabile strumento delle intercettazioni alle indagini. E sia anche una risposta ai folli tagli alla sicurezza decisi dal governo, tagli che vogliono dire meno poliziotti, meno mezzi, insomma meno sicurezza e meno giustizia. Continua a leggere…
Ricevo, e pubblico, questo appello che condivido pienamente:

APPELLO AL PARLAMENTO PER LA SCUOLA PUBBLICA
I docenti del Liceo Statale “Principe Umberto”di Catania, a prescindere dall’ orientamento politico, estremamente allarmati per il progressivo innegabile SMANTELLAMENTO della Scuola Pubblica, rivolgono un enegico appello ai parlamentari a motivo del/della:
Riduzione delle ore di lezione, accorpamento di materie, con conseguente impoverimento del bagaglio culturale dei giovani. – Consistente aumento del numero di alunni per classe con pesanti ricadute negative su didattica, sicurezza, condizioni igieniche. Continua a leggere…
La condanna al senatore Marcello Dell’Utri: da Repubblica.it l’analisi di Giuseppe D’Avanzo e la descrizione del personaggio fatta da Attilio Bolzoni.

L’anello di congiunzione
tra i boss e il Cavaliere
di GIUSEPPE D’AVANZO
UNA sentenza ripete per la seconda volta, in appello, una verità tragica: Marcello Dell’Utri, l’uomo che ha accompagnato passo dopo passo, curva dopo curva, tutt’intera l’avventura imprenditoriale di Silvio Berlusconi è stato un amico dei mafiosi, l’anello di un sistema criminale, il facilitatore a Milano degli affari e delle pretese delle “famiglie” di Palermo, prima del 1980. Dei Corleonesi, almeno fino al 1992 quando cadono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Se sarà confermata dal giudizio della Cassazione, è una “verità” tragica perché ricorda quanto le fortune del Cavaliere abbiano incrociato e si siano sovrapposte agli interessi mafiosi e rammenta come - ancora oggi - possa essere vigoroso il potere di ricatto di Cosa Nostra su chi governa, sui soci di Berlusconi, forse sullo stesso capo del governo. È stupefacente, alla luce di queste osservazioni, il vivamaria che minimizza, ridimensiona, sdrammatizza l’esito della sentenza di Palermo. Come naufraghi al legno, ci si aggrappa - uno per tutti, lo spudorato Minzolini retribuito con pubblico denaro - alla riduzione della pena di due anni. Dai nove del primo grado ai sette anni di oggi, contro gli undici chiesti dall’accusa in appello. La decisione della corte conclude infatti che “dal 1992 ad oggi, il fatto (il soccorso offerto da Dell’Utri a Cosa Nostra) non sussiste”. Prima di affrontare ciò che la sentenza esclude, è un obbligo esaminare ciò che i giudici confermano. Continua a leggere…
“Saremo a piazza Navona il 1° luglio. Per difendere la libertà di informazione e la Costituzione. Ci saremo perchè siamo fortemente critici nei confronti del Ddl Alfano: pensiamo che il problema dell’uso improprio delle intercettazioni vada affrontato alla fonte, e che non possa essere il pretesto nè per ridurre gli interventi degli organi come la magistratura nè per mettere bavagli alla stampa. Questa legge è dunque improponibile, ci mette al di fuori di tutti i contesti occidentali e faremo la nostra battaglia senza riserve in parlamento”. Lo afferma Pier Luigi Bersani, segretario nazionale del PD, nell’intervista di Stefano Corradino, direttore di Articolo 21.
“Anche alcuni esponenti del centro destra hanno sollevato più di una perplessità su questa Legge. Adesso chiediamo loro coerenza: devono dimostrare in che modo intendono opporsi. Io ho sempre usato l’espressione “deformazione della democrazia”, che non è meno incisiva. Il principio tutto berlusconiano secondo cui il consenso prevale sulle regole è un principio inaccettabile: per la nostra Costituzione la sovranità appartiene al popolo che, tuttavia, la deve esercitare sempre nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quella di Berlusconi pertanto è una deformazione in senso personalistico, plebiscitario e populistico della nostra democrazia”. Continua a leggere…
Intervista a Pier Luigi Bersani: “Una Newco? Non ne voglio nemmeno sentire parlare. Si era detto Panda a Pomigliano e così deve essere dopo i risultati del referendum che loro hanno voluto. Gli impegni si rispettano” (di Adolfo Pappalardo – Il Mattino)
“Per salvare lo stabilimento si incide su diritti sensibili, non è solo la Fiom a preoccuparsi delle conseguenze”. “Ora occorre che la vicenda Pomigliano per risolversi esca dai riflettori per un po’, ci sia insomma una fase di decantazione” è il parere di Pier Luigi Bersani. Per il resto due cose sono assolutamente certe per il segretario nazionale del Pd; La prima: “Ipotesi Newco? Non ne voglio nemmeno sentire parlare e si rispettino gli impegni presi”. La seconda: “Una linea non chiara del Pd sul caso Fiat? Tutti abbiamo detto che le forze sociali hanno una loro autonomia e che l’investimento andava fatto. Per il resto il segretario sono io e ho sempre ribadito come questo non sarà un modello ripetibile perché di certo questo contratto non può essere spostato meccanicamente negli altri stabilimenti dei gruppo”.
In mezzo, come aveva anticipato durante un seminario sul Mezzogiorno a Napoli, l’assenza di un ministro per lo sviluppo Economico: “Davanti al caso Pomigliano e a decine di crisi aziendali che passano sotto silenzio occorreva trovare subito un sostituto di Scajola. E invece ci hanno dato Brancher”.
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Vi propongo l’intervento che ieri ha tenuto in Parlamento la collega Luisa Bossa.
Signor Presidente, onorevoli colleghi,
il primo atto della Norma di Vincenzo Bellini (libretto di Felice Romani) intona una celebre aria, “Casta diva”.
La Casta diva – che non è un’attrice sfuggita alle lusinghe del potente di turno – è una dea pura, e nell’opera è la luna, a cui tutti si prostrano per invocarla in preghiera.
Siamo nell’antica Gallia, al tempo dei Romani. Norma, sacerdotessa di un tempio, ama in gran segreto il proconsole romano Pollione, da cui ha avuto due figli. Ma Pollione s’innamora nel frattempo della giovane novizia Adalgisa, la quale, ignara della relazione fra Norma e Pollione, confessa il suo amore alla stessa Norma.
Come si vede le trame amoroso – sentimentali, con i potenti che preferiscono le ragazzine, non sono una specialità del basso impero dei nostri tempi. In qualche modo ci sono sempre state. Solo che, a differenza di noi che trasformiamo tutto in farsa, all’epoca avevano il senso dello struggimento e della tragedia. Ecco perché Norma, innamorata di Pollione, invece di scrivere una lettera ai giornali, rivolge una preghiera alla luna affinché il suo amato ritorni da lei. Continua a leggere…
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