Equo compenso per tutti i professionisti: approvata la legge!

Una nostra battaglia, condivisa con il ministro della Giustizia Andrea Orlando e con l’associazione Dems. Una battaglia che ho sposato in pieno, per dare ai liberi professionisti quelle tutele e quelle garanzie che in questi anni di deregulation assoluta sono venute meno. E ieri pomeriggio, con l’approvazione del decreto fiscale, finalmente l’equo compenso è diventato legge. Una norma giusta, che afferma il principio dell’equità delle retribuzioni. Un fatto importante di cui andiamo orgogliosi, perché si torna a mettere al centro la dignità dei lavoratori e la qualità delle prestazioni. Avevamo iniziato questa battaglia per l’equo compenso alcuni mesi fa, ci abbiamo messo tanto impegno e oggi il risultato è più che soddisfacente perché della nuova normativa beneficeranno non solo gli avvocati ma tutti i liberi professionisti: ingegneri, architetti, geometri, commercialisti e tante altre categorie di lavoratori che hanno rapporti con grossi committenti quali grandi imprese, banche, assicurazioni e con le Pubbliche amministrazioni. Lavoratori che ora avranno la garanzia di retribuzioni giuste.

 

Rifiuti, troppi interessi

Esprimo le mie congratulazioni alla DIA e alla Procura di Catania per l’indagine, denominata Gorgoni, che ha portato a mettere in luce il sistema criminale con cui è stata gestita la raccolta dei rifiuti in molti comuni etnei. Quello dei rifiuti è un settore delicato attorno al quale ruotano molti interessi illeciti su cui è stata fatta pienamente luce grazie anche a questa operazione. Interessi che, come si è visto, spesso arrivano a influenzare le normali regole del mercato, tanto da pianificare intimidazioni e attentati nei confronti di aziende ritenute concorrenti e non inserite in questo ‘sistema’, come la Dusty ai cui imprenditori rivolgo piena solidarietà.

Di discariche e gestione dei rifiuti mi occupo da tempo, spesso sollecitando e denunciando (trovate alcuni dei miei interventi QUI, QUI ma anche QUI). Credo che sia importante che, soprattutto in settori come quello dei rifiuti, non si abbassi mai la guardia. Anche le amministrazioni locali, insieme alla magistratura e alle forze dell’ordine, in questo giocano un ruolo fondamentale, di vigilanza, controllo e verifica del rispetto dei contratti da parte delle aziende, un ruolo necessario per il rispetto della legalità oltre che per garantire ai cittadini città più pulite e vivibili.

25 novembre, contro la violenza sulle donne oggi e sempre

La violenza contro le donne dobbiamo combatterla quotidianamente, culturalmente ma anche con iniziative concrete. In questi anni c’è stata grande attenzione da parte del Governo, del Parlamento e delle Istituzioni su questo fenomeno odioso e preoccupante: il Codice rosa nei Pronto soccorso è un esempio di un’azione reale che può servire ad aiutare tante donne vittime di violenza e per questo sono contento che anche a Catania si stiano attivando le prime esperienze di Codice rosa. L’esempio dell’Azienda ospedaliera Cannizzaro di Catania, che ha deciso di promuovere al proprio interno un percorso di accoglienza protetta per le vittime di violenza, va nella direzione da noi auspicata con l’approvazione nella Legge di stabilità del 2016 del Codice rosa, norma di cui sono stato promotore insieme alla parlamentare PD Fabrizia Giuliani. Continua a leggere »

Lotta alla mafia: cosa abbiamo fatto, cosa c'è da fare

Dopo la morte di Riina si è discusso tanto di mafia, dei suoi capi vecchi e nuovi, dei suoi tanti volti e interessi. E’ importante interrogarsi su un fenomeno pervasivo e invadente, ma nella lotta alla mafia sono importanti anche i fatti. In questi anni non si può negare che molti provvedimenti voluti dal Governo e adottati dal Parlamento offrono strumenti importanti per il contrasto alle organizzazioni criminali. Ancor prima di essere eletto, nel 2013, mi ero impegnato assieme ad altri parlamentari e con il “sostegno” di oltre 160 mila cittadini, a potenziare le norme contro lo scambio elettorale politico-mafioso: norme volute dal movimento dei “braccialetti bianchi” di cui sono stato parte e che sono diventate legge con la modifica dell’articolo 416ter del Codice penale. Continua a leggere »