Siamo in piedi, ora acceleriamo

Il testo integrale della lettera di Bersani sull’analisi del voto delle regionali inviata a tutti i coordinatori dei circoli del Partito Democratico

Carissimo/a,
le recenti elezioni regionali sono state per tutti noi un passaggio importante, che ci mostra tutta la complessità e la profondità dei problemi che abbiamo di fronte.
Il Partito democratico è in piedi. Sentiamo forte in queste ore la delusione per avere perso la guida di alcune regioni, e il Lazio e il Piemonte per una manciata di voti. La delusione è solo in parte attenuata dal fatto che abbiamo conquistato comunque la presidenza di sette tra le tredici regioni in palio: un risultato certamente non scontato alla luce dei rapporti di forza che si sono determinati nelle elezioni più recenti, tenendo conto che le elezioni regionali del 2005 si erano svolte dentro un altro universo politico. Va rimarcato che per la prima volta dopo molto tempo, nel voto di domenica e lunedì scorsi si è verificato un arretramento consistente dei consensi del Popolo delle libertà, solo in parte compensato dalla crescita della Lega; le distanze tra il campo del centrodestra e il campo del centrosinistra sono oggi sensibilmente inferiori rispetto a un anno fa, e quindi pur dentro a elementi di delusione si apre uno spazio per il nostro impegno e per il nostro lavoro.
Tuttavia, dal voto emergono chiaramente alcuni problemi di fondo nel rapporto tra i cittadini italiani e la politica: c’è una disaffezione crescente, che si manifesta come distacco e radicalizzazione, verso una politica che gli elettori percepiscono come lontana dai loro problemi. Una crisi sociale ed economica pesante fa sentire ogni giorno le sue conseguenze sulla vita dei cittadini, senza che dal governo arrivino risposte adeguate alla gravità dei problemi. Il principale responsabile di questa situazione è il presidente del consiglio; ma è una situazione che interroga anche noi.
La possibilità di cambiare il corso delle cose è legata alla nostra capacità di offrire un’alternativa positiva e credibile, di dare un’altra possibilità agli italiani. Adesso dobbiamo accelerare. Da qui dobbiamo ripartire mettendoci al lavoro per rafforzare il nostro progetto e per dare radicamento a un Partito democratico concepito come una grande forza popolare, presente con continuità ovunque la gente vive e lavora e capace di offrire proposte che abbiano un contenuto sempre più visibile e coerente.
Diversamente, i rischi non solo di disaffezione dell’elettorato ma anche di radicalizzazione e di frammentazione impotente, non potrebbero che diventare più gravi.
Dobbiamo servire il Paese raffigurandoci come un partito fondato sul lavoro, il partito della Costituzione, il partito di una nuova unità della nazione.
Il Partito democratico è il partito di una nuova centralità e dignità del lavoro dipendente, autonomo, imprenditoriale e della valorizzazione del suo ruolo nella costruzione del futuro del Paese. È il partito che non accetta che il consenso venga prima delle regole e lavora per istituzioni più moderne rifiutando la chiave populista. È il partito che dà una risposta innovativa al tema delle autonomie nel quadro di una rinnovata unità nazionale.
Avvieremo insieme un grande piano di lavoro incardinato su questi obiettivi.
È evidente in questo l’importanza del ruolo dei circoli come punto di presenza e di impegno visibile del partito sui territori e come luogo della selezione della nuova classe dirigente della quale abbiamo bisogno. È pensando a tutto questo che voglio ripetere anche qui che nel Partito democratico c’è spazio, come è nostro costume, per una discussione larga e libera sul dopo elezioni e sulle prospettive del nostro partito, ma non per dibattiti autoreferenziali che potrebbero allontanarci dal senso comune dei nostri concittadini.

33 comments to Siamo in piedi, ora acceleriamo

  • Giuseppe RA

    Bhè, che male c’è? La mano tesa di Bersani verso Fini è una operazione politicamente molto intelligente. Sarebbe dovuto correre in soccorso di Berlusconi, per caso?

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  • Marco Fianella

    Che fa ora il Bersani, mi sdogana definitivamente il Fini?!?

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  • Marino F.

    Anche “Libero” e “il Giornale” li prendono in giro, figurarsi. Sono la peggiore classe di governo che l’Italia abbia mai avuto, dalla fondazione di Roma ad oggi!!

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  • Gianni Marrini

    E’ bastato che il capo Berlusconi mancasse qualche giorno perchè si scatenasse il caos fra i suoi. Come all’asilo.

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  • Silvia Cangi

    Comunque, nel Pdl sono semplicemente incapaci di governare e non sanno più che cosa dire e fare!

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  • Raffaella Baldini

    Nel bene o nel male, il ruolo che il Pd ha assunto in Sicilia è interessante assai. Era tanto tento che il Pd non risultava essere così determinante.

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  • Marta Vincenzi

    Lo scontro nel Pdl fra ex An e ex Fi è davvero aspro se questi ultimi minacciano addirittura di sostituire i primi con uomini del Pd. Ma… Senza parole!

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  • Giacomo Mondin

    Il virus leghista dilaga. Mi sento assediato. Che momento sgradevole.

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  • Manlio Durré

    Che peccato perdere Mantova, però. : (

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  • Arturo

    Intanto vediamo oggi che cosa dice all’Ars. O domani, non si capisce più nulla su quando deve relazionare.

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  • giovanni

    forse sarebbe stato il caso di evitare di dare l’appoggio esterno(?) al ns. simpatico governatore e lasciare che la maggioranza di centro destra alla regione implodesse del tutto

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  • Lucio

    Sicuri? A me pare un osso durissismo Lombardo. Non sarà facile per i magistrati fare a pezzi l’Mpa.

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  • Gianni Altré

    A parte il fatto che fra poco la magistratura lo spazzerà via come se non fosse mai esistito.

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  • Arturo

    Vero, ma non dimentichiamo che la Lega Nord ormai è un partito serio e strutturato. Darà davvero del filo da torcere al Pdl. Per l’Mpa in Sicilia, invece, ancora non è tempo.

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  • Valentina Taraschi

    Anche al nord il Pdl, nonostante l’exploit elettorale della Lega, ancora a mio avviso è in ottima salute. Questi fenomeni federalisti, per quanto possono avere radicamento, non possono mai competere con una macchina da guerra come quella del marketing berlusconiano, siamo seri. Per le campagne elettorali occorrono soprattutto soldi e il Pdl ne ha infinitamente di più della Lega o dell’Mpa siciliano.

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  • Umberto Giordano

    Ma se il Pdl in Sicilia è cadavere, l’Mpa è così pesantemente sotto inquiesta e l’Udc non va oltre il 10% dei voti, allora alla prossima tornata elettorale il Pd arriverà al 70%? Mi pare francamente troppo semplicistico parlare di un Pdl cadavere. Ancora i voti li hanno loro, neanche Lombardo. Che infatti in tutti i momenti seri di conta delle forze ha mostrato limiti grossi.

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  • Marcello Beldì

    In Sicilia, sia chiaro, se il Pd è diviso il Pdl è fatto a purè, con i due coordinatori che duellano da mesi e mesi con il sottosegretario al Cipe proprio sulla vicenda Lombardo. Quindi, se il Pd ha problemi a raggiugere una posizione unitaria in merito all’appoggio o meno da dare al presidente della Regione, il Pdl è cadavere da tempo.

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  • Luisa Russo

    Ma intanto in Sicilia su di una vicenda come quella di Raffaele Lombardo il Partito Democratico mi pare più che diviso. Oggi i giornali locali + Repubblica danno un quadro di profonda spaccatura.

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  • Aldo

    Non ci credo più. E’ l’Italia ad essere a pezzi. E fino a quando sarà attivo Berlusconi non ci sarà nulla da fare, vincerà ogni elezione.

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  • Lorena Radioli

    Ma per favore, diciamo che la gente finora ha abboccato fin troppo all’esca degli incantatori di serpenti, al nord come al sud. E diciamo pure che quando si risveglierà per il Pdl vi sarà una batosta da disintegrare il partito.

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  • Angelo

    Ancora con la solfa delle tv e del conflitto d’interessi?!? Cambiate musica, la gente non abbocca!

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  • Paolo Giudice

    Sì, vi saranno pure, ma l’ignoranza degli italiani garantisce a Berlusconi e Bossi una rendita di posizione notevolissima.

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  • Salvo Ingrassia

    Ma non è che si può davvero pensare che il Pdl vince lucrando sulla scarsa cultura della gente. Vi saranno anche motivi più strutturali, per così dire.

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  • Lisa Ponchielli

    Il problema vero non e’ il Pd o il suo segretario, ma la mortale ignoranza degli italiani!!!

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  • Mauro

    E neanche in un paio d’anni, statene certi …

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  • Nicoola Massimino

    A me Bersani sembrava ottimo come candidato alla segreteria Pd e ancora ha la mia piena fiducia. Bisogna considerare anche e soprattutto come uno strapotere come quello del premier nel paese non si archivia in pochi mesi.

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  • Fabio Mannini

    Io sono un fan di Bersani e magari non faccio testo, ma una simile lettera l’ho apprezzata molto. Innanzitutto è intellettualmente onesta. E di questi tempi è tantissimo in Italia.

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  • Marcella La Rosa

    Ma no, non è così, non è una resa. Mi sembra piuttosto un giusto progetto di rinascita. O, se non progetto vero e proprio, ragionamento di rinascita.

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  • Valentina Maniace

    Però a me un po’ di resa sa questa analisi.

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  • Laura Rodi

    Il peggio è a mio avviso passato, ha ragione Bersani, accelerare si può e si deve.

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  • Massimo Bianchi

    Non concordo affatto. A me l’analisi di Bersani sembra lucida e realistica. E pone le basi per il lavoro dei prossimi anni. Nel 2013, ne sono certo, le possibilità di tornare al governo il centrosinistra le ha. Se accade prima, tanto meglio.

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  • L’ho detto in tutte le salse nei giornali su cui scrivo, nel mio sito e nei social network in cui sono presente: io di Bersani mi fido e lo considero un ottimo candidato premier, in grado di far ripartire l’Italia dalle macerie che inevitabolmente il berlusconismo lascerà. Ma, devo essere sincero, una simile analisi del voto regionale proprio non la condivido. Mi sembra volevo minimizzare una sconfitta che è una brutta sconfitta. E minimizzando le batoste andate verso la catastrofe, sappiatelo …

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  • Arturo

    Ma possibile che ci si possa accontentare del fatto che il Pd sia in piedi?!?

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